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Civita Castellana
09/09/2021
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Donne in Vigna: la Tuscia in rosa

Bentornati al nostro appuntamento con Racconti Dal Vino!

Oggi vogliamo raccontarvi del progetto “Donne in Vigna”, che abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare, partecipando ad un evento ad invito presso il MUVIS, il Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari di Castiglione in Teverina.

L’idea nasce ad ottobre del 2019, quando, sempre presso il MUVIS, Cristina Baglioni, delegata per il centro Italia del progetto “Fisar In Rosa”, progetto nato dalla volontà di valorizzare il ruolo delle donne che operano nel vasto mondo del vino, riunisce alcune produttrici viti-vinicole.

Al termine della riunione inizia a delinearsi l’idea di una collaborazione tutta al femminile, tra quattro viticoltrici della Tuscia Viterbese, Giada Ceccarelli dell’azienda Le Lase, Nathalie Clarici dell’azienda Terre di Marfisa, Rosa Capece dell’azienda Vigne Del Patrimonio e Antonella Pacchiarotti dell’azienda Vini Pacchiarotti.

Si susseguono diversi incontri, che permettono loro di approfondire la conoscenza reciproca, valutare le proprie affinità e comunione di intenti, pur mantenendo intatte le proprie identità individuali, fino a giungere ad un forte legame di empatia ed amicizia, che dà vita al progetto “Donne in Vigna”.

A rappresentare il lavoro comune, viene scelto un logo identificativo e realizzato un sito web, dove è possibile reperire alcune informazioni sulle aziende afferenti al progetto, i vini prodotti dalle singole cantine, e rimanere informati sulle attività svolte.

Il progetto “Donne in Vigna” rappresenta un gruppo di lavoro, in cui, attraverso il dialogo costante, lo scambio di informazioni, di esperienze e di opinioni ed il supporto reciproco, le partecipanti si pongono l’obiettivo della valorizzazione del proprio territorio, esaltandone le differenti peculiarità attraverso la propria personalità ed i vini da loro prodotti; valorizzazione del territorio che passa, oltre che dal mondo viti-vinicolo, anche da quello gastronomico e storico-artistico-culturale, creando rapporti sinergici con altri produttori locali ed operatori di settore, al fine di mostrare e far conoscere tutte le eccellenze che la Tuscia Viterbese ha da offrire.

A tal proposito, non è un caso, se il progetto ha preso vita, e ci è stato successivamente presentato, all’interno del Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari, in quanto grande esempio delle eccellenze che si possono trovare in questo bellissimo territorio.

Il museo, situato nel centro storico del borgo di Castiglione in Teverina, sorge nell’area delle ex Cantine Vasellli, dove si avviò la produzione di vino di qualità nei primi anni ‘40, fino a quando non furono dismesse a metà degli anni ‘90.

Quando le cantine furono dismesse, il comune di Castiglione in Teverina decise per il recupero e la trasformazione dei luoghi, istituendo il più grande museo d’Europa nel suo genere, con una superficie di circa 2000 metri quadrati di spazi espositivi disposti su 5 livelli, l’ultimo dei quali si trova a 27 metri di profondità ed ospita “la Cattedrale”, un luogo architettonico meraviglioso che conserva ancora botti di circa 3 metri di diametro.

Il MUVIS però non rappresenta solamente un luogo della memoria, esso è stato concepito e strutturato secondo un approccio multiculturale e multidisciplinare che si inserisce al centro di una rete di progetti atti alla valorizzazione dei prodotti tipici locali, e all’alta formazione in campo enogastronomico, tanto da essere riconosciuto come prototipo europeo nel campo dei moderni principi di economia culturale, risultando, a nostro avviso, un virtuoso esempio di ponte tra passato, presente e futuro, che siamo stati ben lieti di conoscere, cogliendo l’occasione per viaggiare in un calice di vino… senza perdersi in un bicchiere d’acqua!

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