32.6 C
Civita Castellana
24/07/2021
Image default

E se il Cyberbullo fosse tuo figlio?

Negli ultimi tempi si parla spesso delle vittime di cyberbullismo; poca attenzione, però, viene data a chi compie questo reato: il cyberbullo.

Abbiamo parlato di come intervenire in casi di cyberbullismo per poter salvaguardare le vittime, ma avete mai pensato che il cyberbullo possa essere una persona che conoscete, un parente, un nipote o addirittura vostro figlio?

Foto: dal Web

So che porsi questa domanda, spesso, è difficile, anzi diciamo impossibile; tutto ciò spaventa e fa mettere in discussione la capacità di essere un buon genitore, ma è, come già detto in altre occasioni, proprio il mettersi in discussione, ma soprattutto parlare con i nostri ragazzi, la chiave giusta per poter arrivare al cuore del problema per poterlo risolvere.

La prima domanda da porsi è chi è il cyberbullo e perché agisce così?

Spesso il cyberbullo è o è stato anche lui vittima di bullismo e usa la Rete per essere accettato nel gruppo di appartenenza, essendo introverso è spesso, infatti, considerato un perdente ed “usa” quindi il cyberbullismo come una sorta di “vendetta”.

Quali sono i segnali che potrebbero suggerire che tuo figlio è un cyberbullo?

  • Usa smodatamente i dispositivi di giorno ma spesso anche di notte;
  • Risponde in modo evasivo o spesso arrabbiandosi se gli si chiede cosa sta facendo in quel momento, ad esempio, col cellulare;
  • Se gli viene vietato l’uso dei dispositivi diventa irascibile e violento;
  • Se osservato mentre usa il dispositivo, nasconde quest’ultimo;
  • Spesso utilizza molti account o account falsi;
  • È stato vittima di bulli in passato;
  • È stato coinvolto in episodi di bullismo scolastico;
  • Ride spesso e fa commenti poco educati quando, ad esempio, gioca ai videogiochi o è sui social.

Come si può intervenire?

  • Mantenete la calma evitando toni minacciosi;
  • Spiegate in maniera perentoria che queste azioni sono inaccettabili e che soprattutto sono reati che possono portare a serie conseguenze;
  • Cercate di farvi spiegare il perché di questo comportamento cercando di capire se agisce da solo o sotto “minaccia” di altre persone;
  • Intimate di fermare questo comportamento inaccettabile e incoraggiatelo a chiedere scusa alla vittima;
  • Approfondite la conoscenza dei dispositivi che usa ma soprattutto dei social media a cui è iscritto e, se serve, attivate il parental control;
  • In casi estremi vietate l’uso dei social, dei videogiochi e dei dispositivi;
  • Non abbiate paura di chiedere l’aiuto di uno psicologo.

Ultimo prezioso consiglio prima di salutarci è quello di essere e di coltivare esempi positivi, evitando commenti spesso sopra le righe riguardo persone o fatti che accadono ed abituate i ragazzi ai concetti di empatia, onestà, rispetto e compassione.

Letizia Chilelli

Sitografia:

www.puresight.com

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accetta Leggi di più

Privacy & Cookies Policy