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Civita Castellana
23/07/2021
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Caprigliano: equilibrio tra tradizione ed innovazione

Bentornati al nostro appuntamento con Racconti Dal Vino!

Oggi torniamo alla scoperta del territorio, e ci rechiamo nel comune di Corchiano, per conoscere l’azienda viti-vinicola Caprigliano.

L’azienda, giunta ormai alla quarta generazione di vignaioli, nasce a Monterotondo, in provincia di Roma, agli inizi del ‘900.
Nei primi anni 2000 viene presa la decisione di spostare l’intera filiera produttiva nell’Alta Tuscia Viterbese, in un casale acquistato alcuni decenni prima, nel comune di Corchiano.
Vengono scelte nuove varietà per l’impianto dei vigneti, alternando vitigni autoctoni come la Malvasia Puntinata, il Grechetto ed il Sangiovese, a varietà internazionali come il Sauvignon Blanc, lo Chardonnay, il Merlot ed il Cabernet Sauvignon, ma soprattutto si convertono tutti i vigneti dal tradizionale allevamento a tendone in sistemi di allevamento a guyot e a cordone speronato, volti a limitare la produzione della pianta innalzando il livello qualitativo del vino prodotto.

Il territorio in cui vengono messi a dimora i nuovi vigneti si rivela fin da subito particolarmente vocato alla viticoltura, un terreno tufaceo che garantisce un buon drenaggio delle piante e conferisce note minerali caratteristiche al vino prodotto, e la presenza costante di una ventilazione ottimale, che consente di mantenere la salubrità delle viti, limitando al minimo gli interventi nel vigneto.

L’estensione della tenuta è di circa 13 ettari vitati, e la gestione dei vigneti è interamente a carattere biologico, senza l’utilizzo di diserbanti, pesticidi o prodotti chimici di alcun genere.

Recentemente l’azienda Caprigliano è stata riconosciuta membro della FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, associazione di piccole realtà viti-vinicole che difendono il valore del proprio territorio e del proprio lavoro, gestendo autonomamente ed indipendentemente l’intera filiera produttiva del loro vino, dalla coltivazione e cura dei vigneti, all’imbottigliamento, alla vendita del proprio prodotto, promuovendo un’organizzazione economica del vino sostenibile e razionale.

Ad accompagnarci nella visita e a farci da cicerone è Federica, giovane e frizzante pronipote del fondatore, che attualmente gestisce l’azienda, e ci viene da sorridere quando ci racconta dei suoi progetti presenti e futuri, ed ammette che la sua passione sono le bollicine, e che dopo aver prodotto uno spumantizzato metodo Charmat, ha già avviato la sperimentazione di uno spumante Metodo Classico, vinificato in bianco a partire da un vitigno a bacca scura, perchè, se lei fosse un vino, la immagineremmo proprio come una bollicina…
Mentre ci illustra i nuovi progetti su cui sta lavorando, ci accompagna a visitare la bottaia ipogea, scavata direttamente nel tufo, dove possiamo apprezzare ed immergerci nell’aroma del vino in affinamento e del fresco sentore della roccia.

La filiera produttiva è svolta interamente in azienda, ed attualmente la linea in commercio è costituita da otto etichette, tre bianchi, Sauvignon Blanc e Chardonnay in purezza ed un blend di Malvasia Puntinata e Greco, tre rossi, Cabernet Sauvignon e Sangiovese in purezza ed un blend di Sangiovese e Merlot, il metodo Charmat da uve Grechetto e Trebbiano e l’ultimissimo nato, il rosato da uve Merlot.

Le etichette ed i nomi dei vini richiamano prevalentemente il territorio, ispirandosi al passato di origine etrusca o a riferimenti topografici della zona, come il caso del Pian Sant’Angelo, che prende il nome dall’omonima oasi naturale del WWF che si trova in prossimità dei vigneti dell’azienda Caprigliano.

L’affinamento per tutte le etichette, ad esclusione del Musalè, il Cabernet Sauvignon in purezza, che beneficia di un lieve passaggio in legno, avviene esclusivamente in acciaio e successivamente in bottiglia, al fine di preservare le caratteristiche organolettiche dei vitigni e del terroir, conferendo caratteristiche uniche ai propri vini.

L’offerta enoturistica dell’azienda è arricchita dalla possibilità di effettuare visite guidate ai vigneti ed alla cantina, con degustazione di una selezione dei prodotti a ridosso dei filari, ma anche trekking and wine tasting, ed eventi degustazione quali aperitivi o cene in vigna.

Ancora una volta i produttori del Lazio dimostrano il continuo miglioramento nel panorama viti-vinicolo nazionale, con prodotti interessanti e di qualità emergente, consentendoci ancora una volta di viaggiare in un calice di vino… senza perdersi in un bicchiere d’acqua.

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