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Civita Castellana
12/06/2021
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Realizzare un film con un cellulare

In una rubrica di cinema e video dal punto di vista tecnico, credo non possa mancare una piccola riflessione su uno dei trend più sdoganati degli ultimi tempi. Una sorta di pensiero subliminale e collettivo che si gioca sul sottile filo di una faccenda incontrovertibile: l’arte (quando è davvero arte), prescinde dalla tecnologia e risorse che vengono impiegate. Premesso che sono sempre le grandi idee a vincere, ai fini della realizzazione di un prodotto, è proprio solo così? A mio avviso, occorre separare un pò di questioni. Samsung, Apple o Huawei, solo per citarne alcuni, ci fanno davvero diventare tutti registi e videomaker con un telefono? Molto famoso, è lo spot pubblicitario delle palle di neve di Apple di qualche tempo fa: Snowbrawl.

Se guardiamo lo spot infervorati dal voler trovare a tutti i costi, l’ennesima giustificazione psicologica alla nostra decisione di spendere oltre €1000,00 (o giù di lì) per un telefono, non potremmo fare altro che urlare al cielo “Si… Può … FARE!!!” come il buon Gene Hackman su Frankenstein Jr. Tuttavia, guardando il video, dovremmo anche notare, forse, qualche “piccolo dettaglio”. Ad esempio, la sequenza apre con un establishing shot da un drone in overhead. Potrei sbagliarmi, ma, per quanto ne sappia, i telefoni ancora non volano.

A parte queste banalità, a un occhio più attento, appare evidente come nel video, siamo su un set in piena regola appositamente realizzato a tutti gli effetti. La presenza di luci artificiali e tanta altra roba, che non stò qui a menzionare, risultano ben visibili a un occhio più “tecnico”. Nella foto sotto, ad esempio, ho estrapolato un fotogramma giusto per evidenziare un paio di dettagli di illuminazione al fine di rendere più chiara la faccenda. Può sembrare una esagerazione, ma questi sono alcuni dei motivi per cui quando comprate il telefono queste cose non riuscirete mai a farle per conto vostro, anche se vi dicono il contrario.

Naturalmente, ometto l’inezia che lo spot è stato girato da David Leitch ovvero il regista di John Wick, Deadpool 2, Fast & Furious – Hobbs & Shaw, ecc. Senza le sue conoscenze e quelle della sua troupe, oltre a una profonda comprensione delle tecniche di illuminazione e tanto altro, l’uomo o donna della strada può anche avere l’iPhone ultramega limited edition ma le immagini sopra non sarà mai in grado di produrle. Per farla breve, lo staff (tecnico) per lo spot di cui sopra è di circa 28 professionisti per 1:34 min di filmato finale. Rispetto ai set standard, non sono poi neanche tanti, in effetti.

Tutto questo, per dire che la frase “Shot on iPhone” risulta estremamente sibillina, border line per essere corretti e, a meno che non siate registi cinematografici affermati, abbiate le competenze necessarie per girarlo e abbiate accesso ad attrezzatura, troupe, attori, stuntman, e tante altre belle cosine, il motto di Apple alla fine del video “Make your holidays video epic”, risulta essere ben oltre la linea di confine della realtà. Le compagnie, lo sanno molto bene e usano queste affermazioni esclusivamente emozionali, dove marketing e psicologia sono ai massimi livelli, detta in altre parole: una presa in giro. Tipo quando compri un bel tv OLED che al negozio si vedeva che sembrava una divinità dell’olimpo, lo porti a casa, lo attacchi alla linea è bello ma… meh. Tanto per dirne una, la luce blue e grigia visibile a sinistra nella foto sotto (ovvero una Arri T5), costa quasi €2.000,00 e intendo solo la luce, senza stand, accessori e tutti i pippoli vari.

Conseguenza? Il messaggio implicito (manco più di tanto) che traspare al popolo è che tutti possono fare video epici, basta che ti compri l’iPhone. I social? Fai il TikTok guarda che fico, che ci vuole? e guadagni un botto di soldi. Ma allora il punto è essere videomaker, fare foto o semplicemente trovare un sistema rapido per guadagnare su chi guarda e non capisce quello che vede?

Per quanto, tale principio, possa essere interpretato (con estrema superficialità) come “democraticamente corretto”, ha creato un netto scollamento tra la natura stessa del video e del cinema con la percezione semplificata che il pubblico ha nei confronti del settore. La faccenda risiede nel fatto che si tratta di un gioco economico delle grandi aziende che, naturalmente, hanno tutto l’interesse di vendere il maggior numero di unità dei loro prodotti al maggior numero di persone. I video targati come “Shot on VattelappescaPhone” nascondono, in realtà, competenze e tecnologie che vanno ben oltre l’accessibilità al pubblico comune. Per fare un video serio servono ore e ore di lavoro, sia in pre-produzione, produzione che post-produzione. Occorrono competenze altamente specializzate e tanta, tanta gente e tutte queste cose hanno un costo. Come per tutte le cose del mondo ci sono solo due possibilità: ce le possiamo permettere, oppure ci accontentiamo del discount.

Nella vita reale, gli spot pubblicitari girati con gli smartphone sono comunque sempre molto brevi, ci sono dietro decine di professionisti e attrezzature costosissime. I telefoni vengono montati su speciali rig appositamente costruiti per poter innestare lenti cine come la Zeiss Mini Prime in foto e del valore di svariate migliaia di euro. Vengono montati su gimbal altrettanto costosi, fino ad usare technocrane del valore di diverse centinaia di migliaia di euro fino a 1Mln e passa, con agganciati stabilizzatori altrettanto costosi ed estremamente più sofisticati del telefono stesso. Dovremmo inoltre considerare che le riprese fatte con il telefono sono intervallate in tagli veloci con immagini girate con ben altra attrezzatura.

Quindi, in tutto questo, quale potrebbe essere il peso tecnologico del telefono? Nell’immagine di fianco, presa proprio dal commercial del Samsung Galaxy possiamo vedere come il sensore del telefono non ritiene le informazioni sulle luci alte, ma tanto è una passaggio rapido, chi vuoi che se ne accorga e poi, la gente mica guarda queste cose, basta che compra il telefono e si può sentire un videomaker di prim’ordine. D’altra parte si sà, che quando uno non è un intenditore pure l’aceto sembra un gran vino.

Qui si apre un nuovo scenario, conseguente alla menzogne della prima parte: “puoi essere tutto ciò che vuoi” ergo: COMPRA! Questa “diluizione”, e facilità di accesso alle tecnologie, implica una vastità di personaggi di varia foggia che si avventurano, senza alcuna preparazione, nei meandri di un surrogato che nulla ha a che vedere con la fotografia e il video. Sono gli stessi personaggi, che non sarebbero stati sfiorati neanche dall’idea di toccare una macchina fotografica usa e getta se fosse a pellicola. Questo comportamento in cui si girano ore ed ore di filmato o si scattano centinaia di foto, porta una abbassamento del livello tecnico e del livello di giudizio da parte dello spettatore, che assorbe il concetto “basta un telefono che ce vò”. La facilità di uso delle tecnologie consumer, ha innescato un meccanismo mentale per cui chiunque prenda in mano uno smartphone o un drone si arroga il diritto di chiamarsi videomaker e vendere a quattro spicci quello che sanno fare (d’altra parte il prezzo equivale alle capacità). In realtà, è del tutto normale che chiunque giri o scatti una quantità di materiale infinito, per legge statistica, almeno una clip o una foto “fatta bene” (per modo di dire) gli deve capitare per forza. Nel frattempo, le compagnie di prodotti elettronici vendono centinaia di migliaia di unità al mese.

Il cinema, il video in genere, come anche le altre arti di natura visiva, nascono per raccontare delle storie, far vivere delle emozioni. Troppo spesso, anche a causa dell’estrema facilità di uso di alcuni social media, l’arte del video viene ridotta, sarebbe più il caso di dire stuprata, a sequenze di immagini senza contenuto, come una carrellata di cartoline, nella migliore delle ipotesi. Ad oggi, quello che vince è l’emozione facile della transizione veloce, superficiale, lo stupore istantaneo. Vince il sensazionalismo, vince il video preso da angolazioni strane, curiose o inusuali, come quelle realizzabili con attrezzature oggi di comune dominio come anche i droni stessi o sistemi preimpostati e transizioni veloci con effetti gratuiti scaricati da internet. Ma la storia, il contenuto, dove sono? Può essere interessante una clip di un minuto che ci sbalordisce con qualcosa di non visto o adrenalinico, ma allo stesso tempo la dimentichiamo con altrettanta rapidità. In ogni caso, a queste condizioni, possiamo reggere 1-2 minuti di filmato non di più. Rimaniamo affascinati da fredde capacità tecniche in cui vince solo chi ha più tempo libero per fare pratica e acquisire memoria muscolare, ma che di per sé non hanno nulla di storytelling. Un po come le capacità di un gamer che gioca a FIFA e fa combinazioni di tasti per fare gol, ma che poi va in giro a dire di essere un grande giocatore di calcio. In pratica, come sempre, privilegiamo l’apparenza usa e getta al contenuto e alla sostanza.

Per concludere, possiamo quindi girare un film con un cellulare? Dipende. In linea di principio potremmo girare un film al 2021 anche con una vecchia telecamera a cassette, ma la domanda principale dovrebbe essere: è la nostra scelta stilistica? E’ funzionale alla storia? Utilizzare un telefono per com’é, è quello che ci occorre per comunicare la storia che vogliamo trasmettere?

Sinceramente, chiunque abbia un minimo di cognizione e un pizzico infinitesimale di umiltà, dovrebbe comprendere che la cinematografia e il video, non sono solo “attrezzatura” e memoria muscolare, ma sono un set di informazioni che racchiude un mondo intero. Centinaia e centinaia di persone che lavorano per ottenere il risultato che al pubblico piace. Credo sarebbe presunzione voler dire che basta una persona senza conoscenze e un cellulare per poter girare un film o commercial, come propinano tanti buontemponi che debbono sbarcare il lunario a clienti ignari che guardano solo la convenienza del portafogli e non la qualità del prodotto. E’ vero che la tecnologia ha raggiunto dei livelli qualitativi altissimi, ma è altrettanto vero che le compagnie di telefoni ci mentono e insultano tutti gli operatori del settore producendo pubblicità del genere. Questo però non si può dire, perché sono intelligenti e attentissimi a dosare le parole nell’onda del “dico, ma non esplicitamente”.

Per quello che possa valere il mio consiglio, se il vostro video o il vostro film prevede, per motivi narrativi, che si faccia uso del cellulare, ottimo! Buon per voi. Spero che abbiate tutta l’attrezzatura, lo staff e le competenze da metterci a contorno però, ma se volete qualcosa di epico in vacanza, come dice la Apple, non vi fate prendere per il sedere e fate che sia la vacanza stessa ad essere epica e non i video che andrete a fare 😉

Un abbraccio e … al prossimo episodio
Riccardo

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