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Civita Castellana
11/09/2021
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Il Cyberbullismo: cos’è, caratteristiche e prevenzione

Con questo nostro nuovo incontro iniziamo a parlare di un fenomeno che ormai sta entrando sempre più prepotentemente nella nostra quotidianità, i nostri ragazzi, infatti, vista la situazione che stiamo vivendo, per motivi di studio e per il piacere di giocare, sono sempre più connessi, ed è proprio per questo che vale la pena di cercare di scoprire il Cyberbullismo per poterlo capire, riconoscere e contrastare.

In base alla Legge n.71/2017 per Cyberbullismo si intende “…qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

Possiamo quindi riassumere che ci troviamo davanti ad episodi di Cyberbullismo quando attraverso i dispositivi digitali, si invia e si condivide materiale falso, dannoso e negativo riguardante un’altra persona al fine di soggiogarla ed umiliarla.

Vediamo, ora, più in concreto quali sono i contesti in cui, spesso, si verifica:

  • E mail: spesso le vittime ricevono messaggi minacciosi o subiscono un furto di identità al solo fine di poter inviare ad altri materiale imbarazzante, tutto questo danneggia la vittima del furto isolandola compromettendo amicizie e relazioni;
  • Comunità di giocatori on line: insulti o minacce durante e non solo nelle sessioni di gioco; la vittima viene molestata o minacciata in chat in modo anonimo o da giocatori che usano falsi nickname in un contesto pubblico;
  • Social media: Facebook, Instagram, Tik Toc, Twitter vengono usati come veicoli per insultare, inviare immagini offensive, creare vere e proprie campagne di odio contro la vittima;
  • Messaggistica istantanea: Messenger, WhatsApp, anche in questo caso vengono usati per inviare alla vittima messaggi negativi, molesti, minacce per incutere paura o terrore, inviandole spesso immagini o video pornografici; inoltre in questo ambito può anche verificarsi l’esclusione della vittima da una chat di gruppo, isolandola, creando su di lei pettegolezzi e “voci” denigratorie;
  • Forum e blog: anche in questo caso si tende a denigrare pubblicamente la vittima per le sue idee o per il modo di esprimersi.

Occupiamoci ora di alcune caratteristiche del Cyberbullismo:

Permanenza e persistenza: il materiale offensivo, comprese le immagini, possono essere conservate dalla vittima stessa o da altre persone in modo tale che la vittima possa leggerli o visualizzarli molte volte con la conseguenza che il danno viene nuovamente inflitto ad ogni lettura o visione del materiale; inoltre i messaggi offensivi sono spesso continuativi e persistenti in modo tale da non far stare mai tranquilla la vittima.

Velocità: la velocità dei messaggi raggiunge rapidamente un vasto pubblico ed è difficile, se non impossibile, fermare questo “effetto domino” rendendo la vittima ancora più impotente.

L’uso dei social consente ai cyberbulli di poter organizzare grandi campagne d’odio nei confronti della vittima, coinvolgendo più persone possibili; inoltre, la dimensione del pubblico che fruisce di certi messaggi aumenta e di conseguenza aumenta l’umiliazione della vittima.

Familiarità: molte vittime conoscono i Cyberbulli perché li frequentano a scuola (come compagni di classe o alunni di altre classi) e tutto questo crea ancora di più il loro imbarazzo e la loro umiliazione.

Il Cyberbullismo, si può prevenire?

Come già detto in altre occasioni il dialogo genitori figli è anche in questo caso fondamentale.

Parlare ai ragazzi delle conseguenze che potrebbero avere con l’uso sconsiderato e poco attento della tecnologia è sicuramente di aiuto, come è di aiuto sapere che al Cyberbullismo sono connessi anche alcuni reati come ingiurie, minacce, moleste (Art.612 C.P), stalking e atti persecutori (Art.612-bis), violenza privata (Art. 610), produzione, detenzione e cessione di materiale pedopornografico (Art. 600 bis, ter, quater C.P), reati contro la privacy (Violazione legge 547/93 e successive modifiche).

Parlare di rispetto per gli altri, insegnare le regole di buona condotta e spiegare che queste regole sono valide nella vita reale tanto quanto nella vita virtuale.

Essere d’esempio è sicuramente un’altra buona regola, è inutile infatti spiegare il rispetto delle regole ai ragazzi per poi essere i primi a violarle, come è sterile pretendere di insegnare a rispettare l’altro quando poi l’esempio non è aderente alla realtà.

Interagire con i ragazzi: ascoltarli e lasciarci insegnare l’uso dei dispositivi o delle regole di alcuni giochi o social media, metterli sempre a loro agio facendo capire loro che si possono fidare di noi, senza giudizi e senza remore, in modo tale da essere presenti qualora si presentasse la malaugurata ipotesi che si trovino loro ad essere vittime di Cyberbullismo

Il Parental Control, come già detto in uno degli scorsi articoli, è un altro buon consiglio da applicare, inoltre, per i più piccolini il consiglio è quello di far usare i dispositivi sempre sotto la nostra supervisione o in una stanza dove siamo comunque presenti.

Segnalare gli episodi: questo consiglio va applicato senza se e senza ma. I ragazzi vanno assolutamente incoraggiati a segnalare episodi di Cyberbullismo, siano loro vittime o siano loro testimoni. Insegnare che si può essere aiutati o che si possa essere di aiuto è la prima regola da apprendere e da applicare sempre, non si tratta di essere codardi o di tradire qualcuno, è bene infatti sottolineare che spesso e mai come in questo caso l’unione fa la forza per poter far capire, facendo squadra, che essere dietro ad uno schermo non dà assolutamente il diritto a nessuno di offenderci, calpestarci o denigrarci.

Letizia Chilelli

Sitografia e fonti:

Web in Cattedra. Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. PDF
https://www.commissariatodips.it/approfondimenti/cyberbullismo/che-cose-il-cyberbullismo/index.html

puresight.com

stopbullyng.gov

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