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Civita Castellana
13/02/2022
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TERNI: Aggiornamenti sull’operazione “SILVIA” da parte del Comando Carabinieri di Terni

In merito alle modalità di spaccio dello stupefacente, in grandissima parte come detto del tipo “cocaina”, il fulcro del gruppo criminale (il noto E.H.J.) dopo essersi assicurato la fornitura periodica ed averla nascosta nel bosco, rimaneva in attesa del contatto diretto (normalmente personale e non telefonico) da parte dei suoi clienti. La sua clientela si divideva in “fidata” (poiché di vecchia data) e “meno fidata” (poiché di recente aquisizione al portafoglio).

La seconda tipologia di cliente veniva soddisfatta della richiesta di stupefacente dai “galoppini” di E.H.J. il quale, dopo essere stato contattato per la richiesta, dava al cliente un appuntamento in una zona della città dove questi avrebbe trovato il suo galoppino che gli indicava dove recuperare lo stupefacente.

La prima tipologia di cliente, quella più fidata, veniva soddisfatta in maniera diversa: dopo il contatto con la richiesta E.H.J. faceva nascondere da uno dei suoi galoppini lo stupefacente richiesto in un luogo specifico (noto solo ad E.H.J. ed all’acquirente) dove l’acquirente andava a prelevarlo all’orario convenuto (normalmente un barattolo di vetro sotterrato in una zona cittadina boschiva, ovvero in un pacchetto di sigarette nascosto tra le crepe di un muro), ogni acquirente conosceva il suo personale nascondiglio concordato. Per entrambe le tipologie di acquirente, però, le modalità di pagamento erano identiche, ossia dopo il recupero dello stupefacente, in contanti e di persona ad E.H.J..

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