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Civita Castellana
01/03/2021
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L’età giusta per un dispositivo

Esiste un momento giusto per affidare un dispositivo con connessione ai nostri ragazzi?

Dopo i tragici fatti di Palermo, dove la piccola Antonella, 10 anni, ha perso la vita, sembrerebbe per una black out challenge su TikTok, le parole che serpeggiano di più tra i genitori sono: paura, smarrimento, incredulità.

Molteplici sono anche le domande:

Cellulare sì? Cellulare no?

Ciò che è accaduto alla piccola Antonella, può accadere a mio figlio?

Mi posso fidare della tecnologia?

E del mondo della rete?

In tutta questa confusione, cerchiamo di fare chiarezza o quantomeno cerchiamo di conoscere questo mondo della Rete e dei Social, evidentemente ai più sconosciuti, per avvicinarci soprattutto ai nostri ragazzi.

Diana Graber un’esperta di alfabetizzazione digitale ed autrice del libro “Raising Humans in a Digital World: Helping Kids Build a Healty Relationship with  Tecnology” (HarperCollins Leadership, ’19) si pone e ci pone delle domande per individuare il momento in cui sarebbe più giusto (o meno “pericoloso”) affidare un dispositivo connesso ai nostri ragazzi:

  1. Sondare le abilità sociali ed emotive dei ragazzi: l’uso in maniera “responsabile” del cellulare è molto importante, tuo figlio ha chiari i concetti di empatia, gentilezza, rispetto e civiltà, ma soprattutto è in grado di mostrarli ed usarli con gli altri?
  2. Gestire la reputazione on line: hai reso ben chiaro a tuo figlio che tutto ciò che pubblica e tutto ciò che gli altri pubblicano su di lui contribuisce a costruire quella che viene chiamata la reputazione on line e che evidentemente, a livello personale, lo caratterizza?
  3. Staccare la spina: hai insegnato a tuo figlio che non si può sempre essere connessi e che al di fuori del mondo virtuale c’è quello reale? E che di tanto in tanto è bello alzare gli occhi dal cellulare e giocare in cortile con gli amici?
  4. Costruire relazioni sane e sicure: tuo figlio è in grado di proteggersi da cyberbullismo, predatori sessuali, sexting, revenge porn, sextortion e altri pericoli della Rete? Ma soprattutto tuo figlio, sa cosa fare o a chi rivolgersi se si trova in una di queste situazioni di pericolo?
  5. Proteggere la Privacy: tuo figlio è in grado di proteggere la sua privacy e le sue informazioni personali? Spesso i bambini forniscono inconsapevolmente troppe informazioni personali quando accedono ai social media, soprattutto quando creano un account, ad esempio, su dei social nonostante la loro età sia molto più al di sotto dell’età minima richiesta per l’iscrizione al social stesso.
  6. Sviluppare il pensiero critico: tuo figlio ha imparato ad utilizzare il pensiero critico quando si imbatte in una notizia in Rete? Cioè, è in grado di valutare se ciò che legge sia una fake news o una notizia vera? 
  7. Essere un Leader Digitale: tuo figlio è in grado di rendere il suo piccolo spazio di mondo digitale sicuro, che sia magari di aiuto o di esempio ad altri, che combatta il bullismo o il cyberbullismo, creando, ad esempio, contenuti stimolanti e positivi?

Se anche solo ad una delle seguenti domande la risposta è “NO”, allora i nostri ragazzi non sono pronti per l’uso di un dispositivo connesso, il gioco non vale assolutamente la candela.

Come avrete capito non si tratta di colpevolizzare, né tantomeno di giudicare, si tratta di capire, di conoscere e di crescere ed è per questo che tutti noi, genitori, fratelli, zii, nonni, insegnanti, siamo chiamati ad accompagnare la crescita digitale dei nostri ragazzi, che a guardar bene è anche, e soprattutto, la nostra.

Conoscere per comprendere

Black out challenge: si tratta di una sfida estrema nella quale con una corda od una cintura si prova ad auto-soffocarsi per vedere quanto si resiste prima di poter respirare di nuovo liberamente.

Sexting: invio di immagini, testi o video di nudi che non riguardano necessariamente le persone coinvolte.

Sextortion: invio e condivisione di materiale “per adulti” che riguarda la vittima stessa per poterla poi ricattare al fine di non rendere pubbliche le immagini.

Revenge porn: invio e condivisione di immagini o video di situazioni intime che possono venire spesso usate per essere messe in Rete senza il consenso della vittima per vendetta o per estorsione.

Cyberbullismo: bullismo attraverso i dispositivi digitali, si invia e si condivide materiale falso, dannoso e negativo riguardante un’altra persona presente nella chat al fine di soggiogarla ed umiliarla.

Letizia Chilelli

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