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5 dicembre: nel 2013 si spegne Nelson Mandela, simbolo della lotta contro l'apartheid

Madiba, così lo chiamavano tutti, si è spento serenamente nella sua abitazione attorniato dai familiari. Aveva 95 anni, di cui 27 trascorsi nelle prigioni del regime sudafricano, prima della liberazione dall'apartheid e dell'elezione a presidente.

5 dicembre: nel 2013 si spegne Nelson Mandela, simbolo della lotta contro l'apartheid

Nato a Rolihlahla Dalibhunga in un villaggio nel 1918, a 22 anni, per sottrarsi a un matrimonio combinato, scappa a Johannesburg dove studia legge. Nel 1943 si iscrive al Congresso Nazionale Africano (l’Anc) e nel 1952 apre con l’amico Oliver Tambo il primo studio legale nero. Arrestato una prima volta nel 1962 per incitamento allosciopero, nel 1964 viene condannato all’ergastolo per sabotaggio dell’esercito: tra le accuse quella di aver elaborato piani di una possibile guerriglia per porre fine all’apartheid e di aver cospirato per aiutare gli altri Paesi a invadere il Sudafrica (reato, quest’ultimo, del quale Mandela si dichiara non colpevole). 

Trascorre 27 anni in prigione (18 dei quali a Robben Island, un’isoletta davanti a Cape Town, oggi museo a cielo aperto e Patrimonio mondiale dell’umanità). Dopo le sempre più insistenti pressioni della comunità internazionale, l’11 febbraio 1990, su ordine del Presidente sudafricano Frederik de Klerk, il quale cancella anche il bando imposto alle attività dell’Anc, Mandela viene liberato: ormai ha 72 anni (quando era entrato in carcere ne aveva 44). Nel 1993, insieme allo stesso Frederik de Klerk, vince il Premio Nobel per la Pace. Un anno dopo è il primo Presidente nero del Sudafrica: guida la transizione alla democrazia e alla riconciliazione con i bianchi (che comincia con la vittoria della nazionale ai mondiali di rugby ’95), scongiurando la guerra civile. Il suo progetto politico oppone la forza del diritto allo strapotere dei bianchi, la sua strategia è l’«inclusione», la mano aperta verso gli avversari, e mai la separazione tipica del governo dell’apartheid (nella cella di Robben Island un giorno aveva detto: «Io non ho nemici, ho soltanto avversari»).  

Il Presidente nero diventa così la bandiera di un’intera nazione, la nazione arcobaleno. Nel 1999 non si ricandida, ma continua il suo impegno per i diritti civili. Nel 2004, a 85 anni, si ritira definitivamente a vita privata. Muore 8 anni più tardi, lasciando tre mogli e tre figli (altri tre se ne sono già andati) e un vuoto enorme nella storia.

 

05/12/2018 |