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4 dicembre: nel 1944 i partigiani liberano Ravenna dai nazisti

Nei giorni 4, 5, 6 dicembre i partigiani furono duramente impegnati nei violenti combattimenti di P. Corsini, Mandriole, Casal Bossetti, S. Alberto, Ponte Cilla, Casa Gambi.

4 dicembre: nel 1944 i partigiani liberano Ravenna dai nazisti

Il Bollettino militare della sera del 4 dicembre riportava: Mandriole e Casal Bossetti occupate; nostre pattuglie stanno penetrando nella cinta difensiva di P. Corsini, altre si avvicinano a S. Alberto. Tenace la resistenza nemica. L’azione continua.
Alle ore 14 nostre avanguardie sono entrate in Ravenna congiungendosi con le forze alleate.

Il 5 dicembre le forze partigiane completano l’occupazione di Porto Corsini, conquistano e sorpassano S. Alberto puntando su Mezzano per raggiungere gli obbiettivi previsti. Alla sera del 5 le truppe di Bülow avevano così esaurito la prima fase del loro ciclo operativo. Mentre si provvedeva a rafforzare le posizioni raggiunte, alle 12 del 6 dicembre, i tedeschi contrattaccarono con forze corazzate costringendo i partigiani a ripiegare sulla linea Ponte del Lamone, Ponte del Taglio-Casona, in attesa degli sviluppi dell’azione offensiva alleata che procedeva molto lentamente.

La resistenza fu accanita seppur sfortunata: elevate le perdite da ambo le parti. Durante la conferenza militare del 7 dicembre tenuta a Ravenna, a cui presero parte il comandante dell’ottava Armata ed il suo Stato Maggiore, mentre al comando tattico partigiano veniva espressa la viva soddisfazione per l’azione compiuta, lo si informava d’altra parte che le truppe dell’ottava Armata impegnate nell’azione comune non avevano potuto raggiungere tutti gli obiettivi previsti per la fortissima resistenza nemica; questo aveva permesso ai tedeschi il contrattacco in forze contro i combattenti partigiani il cui fianco sinistro era rimasto scoperto.

L’ auspicata guerra di movimento diventava così una statica guerra di posizione: fronte del Senio! Stanchi per i lunghi mesi di continue battaglie, provati dalle perdite subite, i combattenti della Valle ricevevano il cambio e rientravano a Ravenna per curare la propria riorganizzazione e finalmente riposarsi. Ma sulla linea del fronte non veniva per questo ammainata la bandiera partigiana: gli uomini del « Garavini » aggregati al 12° R. Lancers, prendono il posto così validamente tenuto dai loro compagni.

Con questo ultimo compito il distaccamento «Garavini » termina la sua attività di reparto autonomo, dopo avere permesso al comando partigiano di portare in linea truppe fresche e ben equipaggiate con le quali non interrompere la continuità operativa nel settore assegnatogli dagli alleati, e dopo aver dimostrato la ferma decisione dei partigiani ravennati a voler continuare la lotta anche dopo la liberazione delle loro case.

Al comandante Arrigo Boldrini (Nome di battaglia Bülow) venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare e gli fu consegnata dal Generale Mac Creery Comandante dell’8.a Armata a Ravenna con la seguente motivazione:

“Ufficiale animato da altissimo entusiasmo e dotato di eccezionale capacità organizzativa, costituiva in territorio italiano occupato dai tedeschi due brigate di patrioti che guidava per più mesi in rischiose e sanguinose azioni di guerriglia. Nell’imminenza dell’offensiva alleata nella zona, sosteneva alla testa del propri uomini e per più giorni consecutivi, duri combattimenti contro forti presidi tedeschi, agevolando così il compito delle armate alleate. Successivamente, con arditissima azione, costringeva il nemico ad abbandonare un’importante località portuale adriatica che occupava per primo. Benché violentemente contrattaccato da forze corazzate tedesche e ferito, manteneva le posizioni conquistate, contrastando con inesauribile tenacia la pressione avversaria. Si univa quindi con i propri uomini alle armate anglo-americane, con le quali continuava la lotta per la liberazione della Patria“.

04/12/2018 |