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10 ottobre: nel 1956 la follia in una scuola di Terrazzano e l'oscura vicenda della morte di Sante Zennaro

Il 10 ottobre del 1956 i due fratelli Egidio e Arturo Santato, due balordi emarginati della provincia di Rovigo, portarono il terrore nella scuola elementare di Terrazzano, una frazione del Comune di Rho alle porte di Milano.

10 ottobre: nel 1956 la follia in una scuola di Terrazzano e l'oscura vicenda della morte di Sante Zennaro

Sequestrarono 92 alunni e tre maestre e, pistola puntata alla testa di un bambino, Arturo, che era la mente bacata ma dominante del duo, affacciatosi ad una finestra della scuola chiese un riscatto di 200milioni di lire per la liberazione degli ostaggi. Furono sei ore di panico e non solo tra i bambini sequestrati ma anche tra la folla che numerosa accorse mentre le forze dell’ordine in gran numero di uomini e mezzi circondarono l’edificio scolastico. “Vogliamo i soldi e anche un’auto munita di giubbotti antiproiettile di fabbricazione americana” gridava il folle Arturo Santato minacciando di morte il povero bambino mentre una coraggiosa maestra tentava di disarmare Egidio vittima della pazzia prevaricatrice del fratello. Grande fu l’indecisione tra carabinieri e polizia contrastati tra il trattare o l’agire con la forza. Ma forte fu la decisione del ventitreenne, operaio anch’egli rodigino, tale Sante Zennaro che, spalleggiato e aiutato dal famoso investigatore Tom Ponzi accorso a seguire il sequestro dei bambini, con una scala si introdusse insieme al Ponzi nella scuola e insieme riuscirono a disarmare i fratelli Santato e a liberare gli ostaggi. Però le forze dell’ordine avevano deciso la via dell’intervento di forza e nella sparatoria rimase a terra e senza vita il povero Sante Zennaro colpito mortalmente dai colpi dei mitra che solo i poliziotti e i carabinieri possedevano.

Nella omertosa motivazione della medaglia d’oro conferita al giovane operaio Zennaro è scritto “Con eroico spirito altruistico e sublime sprezzo del pericolo, si introduceva per primo disarmato in un’aula scolastica, in cui due folli fortemente armati si erano barricati, minacciando di uccidere o di accecare un centinaio di scolari e tre maestre, da essi legati e trattenuti in ostaggio. Nel nobile generoso tentativo di affrontare i criminali, restava colpito a morte, impedendo con il sacrificio della propria vita, l’attuazione di una strage.— Terrazzano (MI), 10 ottobre 1956”. Restava colpito a morte il povero Sante Zennaro, ma da chi? Dai poliziotti griderà ai quattro venti Tom Ponzi e per questo perderà la licenza di investigatore anche se la sua fama era nota a mezzo mondo e anche se un magistrato riparerà alla non menzione della sua partecipazione alla liberazione dei bambini ostaggi scrivendo “Risponde effettivamente al vero l’affermazione.. che il Ponzi ebbe in occasione del tragico episodio di Terrazzano un comportamento estremamente coraggioso e di collaborazione fattiva con le forze dell’ordine” . Ma i suoi familiari ed eredi diranno che a privarlo della licenza di investigatore non fu solo il fatto di aver detto l’amara verità sulla morte di Sante Zennaro ma anche e soprattutto il peccato originale di aver prestato servizio militare, lui nativo di Pola, nelle file della Repubblica Sociale.

10/10/2018 |