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Capranica, il Cantico dei Cantici chiude il calendario del Teatro Francigena

Martedì 8 maggio alle 21 con Roberto Latini e Gianluca Misiti.

Capranica, il Cantico dei Cantici chiude il calendario del Teatro Francigena

MARTEDI' 8 MAGGIO (Teatro)
Teatro Francigena ore 21,00 in abbonamento

CANTICO DEI CANTICI
con Roberto Latini
adattamento e regia Roberto Latini
musica e suoni Gianluca Misiti
luci e tecnica Max Mugnai
organizzazione Nicole Arbelli
produzione Fortebraccio Teatro
con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi
con il contributo di MiBACT, Regione Emilia Romagna

Premio Ubu come Miglior attore o performer e Gianluca Misiti il Premio Ubu 2017 come Miglior progetto sonoro o musiche originali. Una sentita dedica ad uno dei testi d’amore più antichi della letteratura, una voluta testimonianza di quanto, sfrondato dal male quotidiano, può esser prezioso l’animo umano.


Il Cantico dei Cantici è uno dei testi più antichi di tutte le letterature. Pervaso di dolcezza e accadimento, di profumi e immaginazioni, è uno dei più importanti, forse dei più misteriosi; un inno alla bellezza, insieme timida e reclamante, un bolero tra ascolto e relazione, astrazioni e concretezza, un balsamo per corpo e spirito. Se lo si legge senza riferimenti religiosi e interpretativi, smettendo possibili altre chiavi di lettura, rinunciando a parallelismi, quasi incoscientemnente, se lo si dice senza pretesa di cercare altri significati, se si prova a non far caso a chi è che parla, ma solo a quel che dice, senza badare a quale sia la divisione dei capitoli, le parti, se si prova a stare nel suo movimento interno, nella sua sospensione, può apparirci all’imppvviso, col suo profumo, come in una dimensione onirica, non di sogno, ma di quel mondo, forse parallelo, forse precedente, dove i sogni e le parole ci scelgono e accompagnano. Non ho tradotto alla lettera le parole, sebbene abbia cercato di rimanervi il più fedele possibile. Ho tradotto alla lettera la sensazione, il sentimento, che mi ha da sempre procurato leggere queste pagine. Ho cercato di assecondarne il tempo, tempo del respiro, della voce e le sue temperature. Ho cercato di non trattenere le parole, per poterle dire, di andarle poi a cercare in giro per il corpo, di averle li nei pressi, addosso, intorno; ho provato a camminarci accanto, a prendergli la mano, ho chiuso gli occhi e, senza peso, a dormirci insieme.
“vi prego, non svegliate il mio amore che dorme"
 

per informazioni e prenotazioni

fabiogaladini@gmail.com

 

08/05/2018 | Capranica |