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Unindustria Viterbo- Il 2011 si è chiuso con un saldo negativo

Il 2011 si è chiuso con un bilancio negativo per l’industria viterbese, ma forse in misura meno pesante di quanto ci si potesse aspettare. La produzione, dopo la caduta verticale del biennio 2008/2009 e la moderata ripresa del 2010 (+0,9%), nei primi mesi del 2011 si è mantenuta in crescita per poi assumere, a partire dalla primavera/estate, un andamento sempre più recessivo fino a chiudere l’anno con un saldo negativo dell’1,5%, conseguendo così un risultato leggermente peggiore di quello stimato per l’intera industria italiana dal Centro Studi Confindustria (-0,2%) e dall’Istat (-0,6%).  

Unindustria Viterbo- Il 2011 si è chiuso con un saldo negativo

Rispetto ai livelli pre-crisi del 2007 l’indice della produzione industriale, in termini di quantità, si colloca però a fine 2011 a -13,7%, quindi leggermente inferiore al -16,5% del dato nazionale. In sintesi la Tuscia è stata investita della recessione del 2008/2009 in modo meno accentuato del resto dell’industria italiana, ma ha sfruttato male la ripresina del 2009 (+0,9% contro il +6,5%) e ora sta subendo in modo più marcato questa seconda ondata negativa.

Più confortante l’andamento del fatturato. A valori correnti, per l’industria viterbese è cresciuto dello 0,6. Sia il mercato italiano che quello estero hanno avuto un'evoluzione appena positiva. L’export, cresce del +0,9%, ma frena bruscamente la sua corsa rispetto al +12,5% del 2011. Sul mercato italiano i ricavi hanno invece avuto un sviluppo appena positivo (+0,5%), ma pressoché in linea con l’anno precedente (+0,9%). Diverso l’andamento dell’industria italiana che ha messo a segno prestazioni peggiori in ambito nazionale e migliori su quelli esteri.

A livello disaggregato, le migliori prestazioni vengono dalla filiera cartotecnica-stampa-editoria con un incremento del fatturato del +16,9%, seguita a ruota dal comparto alimentare (+ 8,6%). In diminuzione, invece, i ricavi dell’industria della ceramica (-0,4%), di quella estrattiva (-7,1%) e della meccanica (-8,4%).

Sempre nel 2011, l’edilizia ha vissuto in provincia il suo quarto anno consecutivo di recessione. Produzione e fatturato sono però diminuiti in modo più contenuto che nel 2010, confermando la tendenza ad un progressivo rallentamento dei tassi di caduta. Si stima infatti che il fatturato a valori correnti del comparto delle costruzioni sia diminuito del 2% circa contro il -3,5% del 2010 e al -6,5% del 2009. Al netto dell’inflazione settoriale, questo equivale ad una diminuzione delle quantità prodotte del -5,0% contro il -7,0% del 2010 e il -7,5% del 2009. Dal 2008 ad oggi la produzione è caduta del 21%, collocandosi su livelli simili a quelli di fine anni ‘80. Se poniamo pari a 100 l’indice della produzione edile della provincia di Viterbo nel 1999 l’attuale livello è di 91,8%.

Il primo semestre del 2012 è stato caratterizzato da un nuovo ulteriore raffreddamento del clima congiunturale. Tutti gli indicatori congiunturali e tendenziali segnano valori negativi, ma a preoccupare è soprattutto la forte contrazione della domanda, paragonabile solo a quella vissuta nel 2009, al culmine della crisi. La produzione industriale, nel primo semestre, si stima sia diminuita in ambito nazionale di poco più del 5%, dando poi segnali di ripresa a partire da luglio. Alcuni dei comparti produttivi dell’industria locale hanno comunque espresso prestazioni positive.

La filiera della stampa, cartotecnica ed editoria e quella alimentare, ad esempio, hanno mantenuto il trend positivo dell’anno precedente, inanellando rispettivamente un +15,9% e un +5,0%. Molto positiva anche la congiuntura della meccanica dove tutte le imprese intervistate segnano saldi positivi sintetizzati complessivamente in un +11,9%, in netta controtendenza rispetto al 2011. Negativo, invece l’andamento della produzione per la ceramica (-2,0%, che per i soli sanitari si riduce a -1,3%) e soprattutto per le imprese del settore estrattivo (-4,6%), in costante flessione dal 2007.

Decisamente peggiori i segnali che vengono dal fatturato a valori correnti, diminuito nel primo semestre 2012 del -10,5% fra le industrie del campione. Tale andamento è interamente imputabile al pessimo andamento delle vendite sul mercato italiano (-13,4%), compensato solo in parte dalla buona ripresa dell’export (+4,1%).

Le singole specialità produttive mostrano evoluzioni del fatturato spesso contrastanti fra loro e talvolta non in linea con l’andamento della produzione, a causa sia del repentino manifestarsi della nuova fase di crisi che del gioco delle rimanenze.

Il numero complessivo di addetti del campione, a fine giugno, era in diminuzione dello -0,5% rispetto ad inizio d’anno. Il saldo negativo è interamente attribuibile alla componente operaia (-1,0%), mentre quadri e impiegati segnano un leggero aumento (+1,6%) grazie principalmente al settore della ceramica. Nei prossimi mesi solo l’8% delle imprese intervistate prevede di assumere nuovo personale, un 70% si esprime per la stabilità degli attuali livelli occupazionali e il 22% ritiene di dover operare delle riduzioni. Un anno prima quest’ultima percentuale era contenuta al 17%.

Il ricorso alla Cassa integrazione è in crescita in tutte le sue tre componenti (ordinaria +19,5%, straordinaria +4,5%, in deroga +32,4%). Nel primo semestre 2012 le ore complessivamente concesse sono state 3.233.889, con un +17,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Se si effettua però un confronto con il semestre immediatamente precedente l’aumento balza al +103%.

Le previsioni espresse dagli imprenditori circa l’evoluzione della domanda nella seconda metà dell’anno, sono diametralmente opposte a seconda dell’ambito di mercato considerato.

Per quanto concerne l’Italia prevalgono nettamente (61%) i pessimisti, sugli ottimisti (7%), generando cosi un saldo di risposte negative pari a 54 punti. Un anno prima lo stesso indice era si negativo, ma di soli 19 punti.

Per i mercati esteri il quadro muta sostanzialmente, con una prevalenza di previsioni positive, 24% degli intervistati, e solo un 12% di pessimisti. Il saldo è quindi positivo di 12 punti, più o meno come l’anno precedente.

I primi dati disponibili sull’andamento dell’attività edilizia in provincia di Viterbo nel primo semestre del 2012, evidenziano una nuova netta diminuzione dei livelli di attività. Agli effetti negativi della nuova onda recessiva si sono infatti sommate le sfavorevoli condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato l’inizio d’anno.

In base ai primi dati forniti dalla Cassa Edile di Viterbo, ancora provvisori e soggetti a revisione, il numero di ore lavorate durante i primi sei mesi del 2012 è in forte diminuzione. si evidenziano, rispetto allo stesso periodo del 2011 un -26,9% nel primo trimestre e un -28,9% nel secondo. Considerando che spesso alcune posizioni marginali vengono regolarizzate in ritardo, il primo semestre 2012 dovrebbe chiudersi con una diminuzione del monte ore totale di  circa il 25%. Come detto, il dato risente delle forti nevicate e del gelo del mese di febbraio, durante il quale la riduzione del monte ore lavorato ha toccato il -49%.

Per il 2012 l’Ance stima una riduzione degli investimenti in costruzioni del 6,1%, ma quel che più preoccupa è che tale stima sia stata più volte rivista al ribasso negli ultimi mesi.

12/11/2012