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Smantellamento mensa Belcolle, Parroncini: “Si convochi l’azienda e si arrivi a una rinegoziazione”.

“Cibi precotti anche ai neonati dell’asilo nido. Con la vicenda della mensa dell’ospedale ci rimettono tutti: da chi ci lavora ai malati, dai neonati dell’asilo nido ai dipendenti della Asl che ne usufruiscono. Bisogna dunque aprire al più presto un confronto con l’azienda”.   

Smantellamento mensa Belcolle, Parroncini: “Si convochi l’azienda e si arrivi a una rinegoziazione”.

Smantellamento della cucina a Belcolle, i pasti arriveranno precotti da Pomezia. Ma secondo il consigliere regionale Giuseppe Parroncini, non si può permettere che questo avvenga.

Parroncini, che stamattina ha partecipato al presidio dei sindacati raccogliendone l’appello, ha scritto al direttore amministrativo della Asl, Giovanbattista Grassi, sottolineando che c’è “preoccupazione e agitazione – si legge - per l’imminente cessazione della operatività della mensa dell’ospedale Belcolle. Tale eventualità determinerebbe un’ulteriore e drammatica lacerazione del già precario quadro occupazionale. Oltre a ciò, la soluzione individuata dalla ditta appaltatrice di sostituire alla funzionalità della mensa l’utilizzo di pasti precotti preparati a Pomezia, produrrebbe un sensibile peggioramento del servizio offerto tanto ai degenti quanto agli operatori degli ospedali serviti dall’attuale centro di cottura”.

Il consigliere regionale del Pd a questo aggiunge ulteriori riflessioni. “E’ inammissibile – dice - che una vicenda tanto delicata venga affrontata in maniera così burocratica, senza un minimo di intesa con l’impresa che gestisce la mensa, solo comunicando la decurtazione del 25 per cento delle spese. Una mancanza che grava sulle spalle di Regione Lazio e Asl. Non c’è neanche un interlocutore: al direttore generale Adolfo Pipino il contratto è scaduto l’11 ottobre e il commissario non è stato nominato; la presidente Renata Polverini invece pensa a tutt’altro. E intanto il disagio è grave: il centro cottura fornisce infatti tutti gli ospedali della provincia di Viterbo”.

Un disagio che riguarda tante persone. “Chi è ricoverato – conclude Parroncini – spesso deve seguire un regime alimentare particolare, ma c’è anche il problema dei più piccoli, se non neonati, che frequentano l’asilo nido di Belcolle. Come si può pensare di fargli mangiare cibi precotti? Le ripercussioni potrebbero non essere solo sulla qualità degli alimenti. Facciamo appello al direttore amministrativo della Asl, attualmente facente funzioni del direttore generale, affinché  convochi al più presto l’azienda in modo da arrivare a una rinegoziazione”.

 

14/11/2012