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Questa mattina, al Museo della Ceramica della Tuscia Cna, si è aperta “Forme e colori della terra di Tuscia”: “Artigianato artistico, un grande patrimonio culturale da declinare al futuro”

Primo premio a Iachini per il “tradizionale” e a Ferro Vivo per l’”innovativo”. Menzione speciale della Fondazione Carivit per Di Maio e della Cna per il Liceo Artistico Francesco Orioli  

Questa mattina, al Museo della Ceramica della Tuscia Cna, si è aperta “Forme e colori della terra di Tuscia”: “Artigianato artistico, un grande patrimonio culturale da declinare al futuro”

“Tutti i toni del rosso” sono quelli ottenuti dalle diverse specie di legno utilizzate da Antonio Iachini, ebanista di Tuscania, per la tarsia che rappresenta gli strumenti musicali all’interno di un armadio. O quelli creati dal suggestivo gioco di ombre nell’elemento retroilluminato realizzato da Ferro Vivo, di Viterbo, che disegna il profilo dei principali edifici storici di Viterbo. Il tema della mostra concorso “Forme e colori della terra di Tuscia” è stato interpretato con risultati di grande effetto non solo dalle due imprese vincitrici del primo premio, Iachini per il “tradizionale” e Ferro Vivo per l’”innovativo”, ma da tutti i partecipanti alla sesta edizione della manifestazione inaugurata questa mattina a Viterbo, nelle sale del Museo della Ceramica della Tuscia, e visitata già dal prefetto, Antonella Scolamiero.

 

Prima del taglio del nastro dell’evento ideato dalla Cna e organizzato con la Cooperativa Girolamo Fabrizio, nell’affollata sala della Fondazione Carivit si è svolta la premiazione, presenti il presidente della Fondazione, Francesco Maria Cordelli, il presidente della Cna Associazione Provinciale di Viterbo, Angelo Pieri, con la segretaria, Luigia Melaragni, la presidente di Cna Artistico e Tradizionale, Daniela Lai, Sergio Pollastrelli, del consiglio di indirizzo della Fondazione, e Gabriella Trani, pedagogista e arte terapeuta, per la giuria, e i rappresentanti delle istituzioni: il consigliere regionale Giuseppe Parroncini, il vicesindaco di Viterbo, Enrico Maria Contardo, e l’assessore comunale Chiara Frontini, il presidente della Camera di Commercio, Ferindo Palombella, con il segretario generale, Francesco Monzillo.

 

26 gli artigiani che hanno presentato le opere, tutte inedite, 59 gli studenti (hanno partecipato il Liceo Artistico Ulderico Midossi, il Liceo Artistico Francesco Orioli, il Liceo Artistico Tuscia e la Scuola d’Arti e Mestieri Nicola Zabaglia).

 

Al secondo e al terzo posto, rispettivamente, si sono classificati per il “tradizionale” La Fornace di Pietro Facchini, di Celleno, e la Bottega d’Arte Orafa di Laura Pacifici, di Capranica; per l’”innovativo” Artistica Laboratorio d’Arte e Roberto Ceccarini dell’azienda ArtepetrA, entrambi di Viterbo.

 

Menzione speciale della Fondazione Carivit per Andrea Di Maio, costruttore di strumenti musicali, che opera a Canepina.

 

Per la sezione “scuola”, si sono classificati al primo posto Dario Cangani, del Liceo Artistico Statale Ulderico Midossi (sede di Vignanello); al secondo Sara Manduzio e Sara Spagnolo, del Liceo Artistico Francesco Orioli di Viterbo; al terzo Chiara Pochettino, della Scuola d’Arti e Mestieri Nicola Zabaglia di Roma.

 

Menzione speciale della Cna per il Liceo Artistico Francesco Orioli.

 

Della giuria, presieduta da Riccardo Monachesi, architetto, dirigente della Regione Lazio, hanno fatto parte Verdiana Fontana, dell’Osservatorio dei Mestieri d’Arte di Firenze, Fausto Maria Franchi, orafo, presidente di Cna Artistico e Tradizionale del Lazio e degli Orafi - Artisti di Cna nazionale,  Benedetta Bruzziches, stilista, Gabriella Trani e Sergio Pollastrelli. Da tutti è stato apprezzato l’impegno per la creazione di opere “che esprimono il mantenimento dei valori tipici dei mestieri d’arte: conoscenza delle materie, dei materiali e delle tecniche, capacità di ricerca, legame con il territorio”.

 

“La mostra concorso ci obbliga a una riflessione su come declinare i mestieri d’arte al futuro. Le opere realizzate -ha evidenziato Luigia Melaragni- esprimono non solo le competenze, la passione e il talento che abbiamo sempre riconosciuto agli artigiani dei settori artistici, ma un potenziale di innovazione che deve diventare motore di crescita economica”.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda Cordelli: “L’artigianalità è una forza fondamentale per una terra come la nostra. Dobbiamo lavorare per trasformare la cultura presente nell’artigianato artistico in imprenditorialità”. Il presidente della Fondazione ha anche ricordato che questa di Viterbo è l’unica Fondazione bancaria non toscana ad aver aderito all’Osservatorio dei Mestieri d’Arte, che ha sede a Firenze, e ad essere quindi entrata in un ambito ricco di cooperazioni artistiche, culturali e imprenditoriali di grande interesse per la realtà della Tuscia.

 

“Per il Lazio, una recente indagine di Bic Lazio ha fotografato la gamma di settori cui fanno riferimento i mestieri d’arte e la loro distribuzione territoriale, evidenziando la dinamicità delle attività, in tutto 725 (circa 140 nella Tuscia)”, ha spiegato Melaragni, che ha proseguito: “La Strada dell'artigianato artistico e tradizionale del Lazio presentata in questi giorni da Bic si compone di 40 itinerari che ci guidano alla scoperta di circa 150 botteghe (33 nella provincia di Viterbo) le cui produzioni sono state riconosciute ‘ad elevato valore estetico e culturale’ e, in 26 casi (sei dei quali nella Tuscia), di ‘imprese di eccellenza’. Siamo in presenza di grandi tradizioni artigianali. La nostra scommessa è tutelare questo patrimonio storico e culturale e, al tempo stesso, proiettarlo su scala nazionale e internazionale”.

 

La mostra a Palazzo Brugiotti (in via Cavour 67) resterà aperta fino a domenica 6 maggio, tutti i giorni, nei feriali dalle 15 alle 19, nei festivi e prefestivi dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, con ingresso libero.

20/04/2012