Home » Viterbo »

Presentati i progetti “Evitando Botero” e “Stare insieme adulti e bambini”

Due progetti con un ampio impatto sociale sul territorio, realizzati dalla Provincia di Viterbo insieme alla Ausl e all’Ufficio scolastico regionale di Viterbo.

Presentati i progetti “Evitando Botero” e “Stare insieme adulti e bambini”

 

Le due iniziative, che fanno parte del programma “Squodi” studiato dalla Provincia per la prevenzione dei disturbi dell’apprendimento, per la diffusione di una migliore educazione alimentare e per una maggiore attenzione agli asili nido, sono state presentate questa mattina nella sala conferenze di Palazzo Gentili alla presenza dell’assessore alle Politiche sociali e Formazione, Paolo Bianchini; dalla dottoressa Marina Cerimele, direttore sanitario della Ausl di Viterbo; dal dottor Massimo Palumbo, direttore dell’Unità operativa di Pediatria dell’ospedale Belcolle; dal dottor Sandro Marenzoni, responsabile delle attività dell’ambulatorio di Cardiologia pediatrica dell’ospedale Belcolle; dal dottor Venanzio Marinelli, direttore dell’Ufficio scolastico regionale di Viterbo; dalla dottoressa Laura Crisci, assistente sociale dell’amministrazione provinciale.

 

Il primo progetto, denominato “Evitando Botero”, è un’iniziativa di educazione alla salute che ha come obiettivo la creazione di una rete interistituzionale che operi a vario titolo, secondo le proprie competenze, sulla prevenzione precoce dell’obesità e dei fattori di rischio delle malattie ad essa associate (come per esempio le cardiopatologie). E’ rivolto a giovani (dall’infanzia fino alla prima adolescenza) e basato su attività ludiche, creative e di drammatizzazione che portino i bambini e i ragazzi a diventare consumatori consapevoli; coinvolge dieci scuole del territorio, per un totale di venti classi di terza e quarta elementare della Tuscia. “Evitando Botero” avrà inizio a settembre 2012 e prevederà colloqui informativi con genitori e docenti, e incontri con gli alunni formulati attraverso lezioni frontali ed esperienze ludico-sensoriali.

 

Il secondo progetto, chiamato “Al nido con il corpo e con la mente”, prevede la riqualificazione di 120 educatori degli asili nido, pubblici e privati, dell’intera provincia di Viterbo, attraverso la realizzazione di seminari formativi di 180 ore riguardanti programmazione pedagogica, programmazione arte-terapeutica, legislatura corrente e puericultura. L’obiettivo del progetto è quello di consolidare una professionalità specifica, attenta nel contempo al bambino e alla sua famiglia, consapevole delle complesse dinamiche relazionali quotidianamente messe in atto fra sé e il bambino, capace di operare quindi in diversi ambiti; una professionalità che sappia coniugare ciò che è relazionale con ciò che è sociale e cognitivo.

 

“Con queste iniziative intendiamo dar vita ad una rete territoriale interistituzionale – afferma l’assessore Bianchini – per rafforzare interventi su argomenti molto sentiti anche nella nostra provincia. Educazione alimentare e asili nido sono due temi che, nelle attività messe in campo, procedono su un binario parallelo utile non solo a bambini e ragazzi, ma anche e soprattutto ai loro genitori che vanno aiutati e supportati. Per quanto riguarda gli asili nido, per la prima volta 120 operatori verranno riqualificati grazie a dei corsi che verteranno sui rapporti tra bambini, genitori e educatori. I problemi dell’alimentazione, invece, spesso nascondono motivazioni che vanno oltre i rapporti col cibo, e con questo programma speriamo di riuscire a fare un’opera di prevenzione e cura delle devianze”.

 

“Oggi abbiamo presentato due progetti di significativa rilevanza – dichiara la dottoressa Cerimele -. Il primo, quello per la formazione degli operatori, è di natura più professionale e ha il preciso scopo di riordinare gli asili nido facendoli entrare, a pieno titolo, nel percorso scolastico. Il secondo, di educazione alimentare nelle scuole, ha una indubbia valenza sanitaria, ma ha anche un interessante risvolto culturale di recupero delle tradizioni locali attraverso l’acquisizione, da parte dei ragazzi, di una coscienza critica nei confronti di quello che mangiano quotidianamente. Solo attraverso un’alimentazione corretta e consapevole, possiamo contribuire a far crescere degli individui sani”.

 

“Partecipiamo volentieri a iniziative di questo tipo – conclude il direttore Marinelli –, perché sono un segnale di vicinanza e di attenzione a bambini e ragazzi, di cui di solito a scuola si valuta solo l’aspetto cognitivo. Mi fa piacere che ci siano iniziative che si rivolgono anche ai bambini nella fascia d’età fino a tre anni, perché non sempre si riscontra per loro la stessa attenzione, lo stesso supporto e la stessa vicinanza riservati agli altri più grandi”.

10/04/2012