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OPERAZIONE “LIONS”. Raffica di arresti nel viterbese

Questa mattina, alle ore 06.00, nell’ambito dell’indagine “LIONS” condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo e della Compagnia di Montefiascone, si è proceduto all’arresto, su ordine dell’Autorità Giudiziaria ed in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Viterbo, Dottssa Marinelli, di 11 soggetti

OPERAZIONE “LIONS”. Raffica di arresti nel viterbese

Gli 11 sarebbero responsabili, a vario titolo, dei reati di furto in abitazione, ricettazione di opere d’arte, usura, minaccia, illecita detenzione di arma da fuoco e munizionamento, spendita di banconote false e spaccio di sostanze stupefacenti.
La maxi-operazione, che ha visto impegnati oltre 80 Carabinieri ed unità cinofile di Santa Maria in Galeria, ha interessato principalmente il Comune di Bolsena, ma anche Soriano nel Cimino, Gradoli, Vetralla e le province di Pavia, Terni, Grosseto, La Spezia e Massa Carrara.
L’operazione “LIONS”, coordinata dal Dott, D’Arma, sostituto procuratore di Viterbo, nasce dalla conclusione di un’altra attività di indagine della Compagnia di Montefiascone che aveva visto, nell’anno 2009, due degli 11 arrestati di oggi, zio 58enne e nipote 35enne di Bolsena, nei panni di vittime del reato di estorsione da parte di un pregiudicato napoletano che era stato arrestato, in flagranza di reato, il 30 settembre 2009.
Gli ulteriori accertamenti avevano però rivelato che lo zio 58enne, a sua volta, era responsabile di aver prestato consistenti somme di denaro ad un esercente di Montefiascone in grave difficoltà economiche, chiedendone la restituzione maggiorata con interessi di tasso usuraio.
Da qui sono scattate le intercettazioni telefoniche ed ambientali che, oltre a confermare il delitto in questione (l’usura), hanno aperto nuovi scenari delinquenziali che hanno visto coinvolti, a vario titolo, in molte occasioni in concorso tra loro, gli altri soggetti tratti in arresto nella mattinata odierna.
In particolare è stato scoperto un furto in abitazione, perpetrato a Bolsena da 2 degli arrestati (il 58enne di cui sopra e il 58enne torinese arrestato a Sarzana), i cui preziosi sottratti, insieme ad altri 15 kg di argenteria provenienti da un altro furto commesso in provincia di Rieti, erano stati ricettati.
Sono state poi recuperate, nel corso delle perquisizioni, effettuate il 16 ottobre scorso, diverse opere d’arte, talvolta di ingente valore storico-artistico, come i due leoni in porfido (cui è dedicato il nome dell’operazione) sottratti nel 2009 dal Real Collegio di Lucca, talvolta ritenuti irrimediabilmente persi come il busto reliquiario ligneo raffigurante San Dioniso, del quale il Comune di Valfabbrica (PG) era stato derubato nel lontano 1933. Per la ricettazione di tutti i beni culturali rinvenuti sono stati individuati i 5 responsabili (il già citato 58enne bolsenese, la sua 40enne compagna russa, un 39enne di Ficulle arrestato a Porto Santo Stefano, un 44enne di Gradoli e un 59enne di Portalbera, provincia di Pavia)
Ma l’indagine ha permesso poi, grazie anche alle attività investigative tradizionali, di rivelare altri episodi altrettanto allarmanti.
E’ stato individuato il responsabile, un 45enne imprenditore di Bolsena, di un atto intimidatorio nei confronti di un politico locale, commesso nel tentativo di ottenere benefici per la sua attività imprenditoriale, nonché nei confronti di un militare dell’Arma, perpetrato nel vano tentativo di farlo desistere da indagare sul suo conto per una estorsione che l’imprenditore, aiutato dal 46enne calabrese arrestato a Soriano nel Cimino, aveva perpetrato nei confronti di un concorrente locale per “convincerlo” a non fare affari in quella che era ritenuta “la sua zona”. Nell’occasione il sistema adottato era stato decisamente “cinematografico” con il recapito allo sfortunato concorrente di una testa di agnello sanguinante.
Non sono mancati poi fatti connessi all’illecita detenzione e spaccio di cocaina che ha visto coinvolti 3 dei soggetti arrestati (il “nipote” di Bolsena da cui era scaturita l’indagine, il già citato 46enne complice complice dell’estorsione e il 44enne di Gradoli) , al secondo dei quali, nel corso delle odierne perquisizioni, sono state sequestrate 4 piante di canapa indiana e diversi semi.
In ultimo, ma non per importanza, l’arresto di un 59enne di Vetralla, per il reato di spendita di banconote false, tra l’altro perpetrato nei confronti del più volte citato “nipote” di Bolsena e di un 56enne di Bolsena, cui è stato contestata l’illecita detenzione di un’arma da fuoco.
7 degli arrestati al termine delle formalità di rito sono stati associati al competente carcere, mentre altri 4 sono stati ammessi al regime degli arresti domiciliari.

10/09/2011