La Michta non era sul luogo del delitto?

Ed arriva anche il colpo di scena al processo in Corte d’Assise per l’omicidio di Marcella Rizzello avvenuto il 3 febbraio del 2010 a Civita Castellana. Imputato Giorgio De Vito che, secondo il pubblico ministero Renzo Petroselli, avrebbe ucciso con il concorso di Mariola Mictha, la donna polacca che per quel delitto è già stata giudicata con il rito abbreviato e condannata a 18 anni di carcere. Per De Vito la Corte ha accolto la richiesta di perizia psichiatrica che, lunedì prossimo, dirà se l’uomo al momento dell’assassinio era in grado di intendere e di volere. Ma la Mictha è stata anche colei che ha raccontato per filo e per segno – affermando però di aver solo assistito all’omicidio – le modalità dell’aggressione. Adesso però, grazie alle indagini svolte dagli avvocati di parte civile, Fabrizio Ballarini e Stefania Sensini, si viene a sapere che quella mattina del 3 febbraio 2010, un’ora dopo il delitto, Mariola Michta era al Cto di Roma per una visita medica. E considerando che l’omicidio, secondo le perizie, sarebbe stato commesso intorno alle dodici, si concretizza il dubbio che la donna polacca abbia raccontato fatti a cui non ha assistito di persona. “A questo punto – afferma l’avvocato Fabrizio Ballarini – la Mictha ci dovrà chiarire particolari rilevanti, soprattutto riguardo agli orari. Se alle 13,40 era al Cto della Garbatella a Roma, come faceva ad essere sul luogo dell’omicidio intorno a mezzogiorno? E’ improbabile, infatti che in così poco tempo abbia potuto partecipare al delitto di Marcella Rizzello a Civita Castellana e poi in un’ora e mezza spostarsi al pronto soccorso. Due sono le cose – prosegue Ballarini – o qualcuno l’ha portata in auto o qualcuno le ha raccontato i macabri particolari dell’omicidio che poi lei ha fatto suoi. Chi glieli ha raccontati, o De Vito o un’altra persona presente sul luogo del delitto?”.
La testimonianza della donna polacca non è stato l’unico elemento di prova ad inchiodare Giorgio De Vito. A casa della vittima sono state trovate tracce del suo sangue evidentemente lasciate quando, con una lama, ha colpito per decine di volte la vittima. E poi c’è quella macchina fotografica, rubata a casa di Marcella Rizzello e poi ritrovata nell’abitazione della madre di De Vito. Quanto basta, insomma, perché il pm non abbia alcun dubbio sulla colpevolezza dell’imputato.
Domani mattina l’elemento nuovo portato dagli avvocati di parte civile daranno sicuramente una svolta al processo. Almeno per quanto riguarda la partecipazione di Mariola Michta al delitto ed, eventualmente, di un’altra persona. E non è detto che il processo per l’omicidio di Marcella Rizzello non debba ripartire dall’inizio con nuove indagini.
06/10/2011

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