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Melissa Mongiardo: Il perché della mia candidatura.

   Sono nata a Roma 28 anni fa, ma ho sempre vissuto a Viterbo. Mi sono diplomata al Liceo Classico Mariano Buratti; dopo la maturità mi sono trasferita a studiare a Roma, dove ho incontrato l’impegno politico, prima nei Giovani Democratici, poi nel PD. Per me la politica è passione; è stata e continua a essere il mio principale oggetto di studio e di ricerca, ed è impegno.

Melissa Mongiardo: Il perché della mia candidatura.

 

Ho deciso di candidarmi perché sento l’urgenza di contribuire a cambiare la mia città. Perché non credo nella politica come illusione: non ho una lista di mirabolanti promesse che durano il tempo di una campagna elettorale. L’unica promessa che faccio, e che sono certa di mantenere, è il mio impegno. Perché Viterbo sarà la città che vogliamo solo quando ci sentiremo tutti cittadini, in centro e in periferia, uomini e donne, giovani e anziani, italiani e migranti. Perché penso che l’uguaglianza sia un fondamento irrinunciabile della vita e della società; perché, nonostante le molte contraddizioni, è questa la ragione di fondo della sinistra, la molla che ci spinge a batterci per un futuro migliore. Voglio una campagna elettorale fatta di partecipazione e coinvolgimento, perché mi batto per una politica diversa, fondata non sull’assalto al potere ma sul dialogo, la collaborazione, l’incontro. Voglio che anche a Viterbo si possa parlare di buongoverno, che etica e trasparenza siano il perno della nuova amministrazione: perché un comune male amministrato non offre opportunità ai suoi cittadini, non produce né sviluppo né futuro, ma stagnazione e indifferenza. Il buongoverno è quello che risponde ai bisogni reali dei cittadini, quelli di oggi e quelli di domani. In una fase critica come quella che stiamo vivendo occorre partire dai bisogni primari delle persone: inclusione sociale e pari opportunità sono l’unica via per costruire un futuro in cui il lavoro non sia un ricordo e lo sviluppo una chimera. Voglio contribuire a fare di Viterbo una città a misura di cittadino, amministrata assumendo il punto di vista dei più svantaggiati. Nonostante l’esiguità delle risorse a disposizione, è necessario restituire efficienza alla pubblica amministrazione, per diminuire il disagio della cittadinanza e creare un ambiente adatto a nuove opportunità di sviluppo. Il progetto è ambizioso ed io sono qui, ma non posso farlo da sola: devo e voglio farlo con tutti voi, per cambiare la nostra città, per ridarle dignità e speranza.

 

04/05/2013