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La Destra: niente più accordi a Viterbo con il Pdl

Le tre più eclatanti azioni amministrative che il PDL ha compiuto e che porteranno La Destra a non fare più accordi con il partito dei Berlusconiani

La Destra: niente più accordi a Viterbo con il Pdl

La gestione dell’appalto di Strada Ponte Sodo, L’invito a ditte del basso Lazio escludendo le ditte viterbesi per alcuni lavori pubblici, l’eliminazione degli operatori ecologici di quartiere con conseguente sporcizia e degrado delle strade cittadine, sono solo tre delle tante azioni scellerate questa amministrazione ha compiuto e che porteranno La Destra a non fare, in futuro, accordi con una forza politica che sta letteralmente distruggendo la nostra amata Città. Leggendo le prime righe si potrebbe pensare che La Destra sia catastrofista e che tutto sommato Viterbo rimane comunque un’isola felice dell’Italia. Poi, però, si esce in strada e si respira una sensazione di malessere che mai in passato si avvertiva. Strade sporche, gente sfiduciata, ditte preoccupate!
Stress da Crisi mondiale? Può essere, ma molto dello stress deriva anche da un’amministrazione che ha reso la nostra Città la sesta provincia della Campania.
Esagerazioni? No e vi spieghiamo subito perché, andando ad analizzare le tre azioni amministrative più incredibili della giunta Marini. Viterbo sesta provincia della Campania perché per le strade c’è immondizia e maleodore come già si è visto a Napoli i mesi scorsi.
Viterbo come Napoli perché l’Amministrazione è arrivata fino al Consiglio di Stato per riuscire ad aggiudicare i lavori a Strada Ponte Sodo ad una ditta di Napoli, lavori che altrimenti sarebbe stati aggiudicati ad una ditta Viterbese.
Viterbo sesta provincia Campana, Viterbo posizionata al nord della Campania, al confine con Frosinone e Latina, una zona talmente vicina da rendere naturale invitare ditte del luogo (il basso Lazio appunto) anziché ditte della lontana Viterbo!!!!
E già solo quest’atto citato in ultimo farebbe dire “allora i voti andateveli a prendere a Frosinone!”. Ma andiamo oltre! E’ giusto approfondire, gridare il nostro sdegno, avvertire la popolazione che c’è chi è di destra ma non è immischiato con i governanti, c’è chi è di Destra, ma non tollera le iniziative scellerate di questa amministrazione. Questa volta analizzeremo il primo atto, lasciando gli altri per successivi interventi.
Strada Ponte sodo: gara che avrebbe vinto una ditta viterbese, ma a causa di un’esclusione, viene aggiudicato il lavoro ad un ditta partenopea. La ditta viterbese fa ricorso al TAR e lo vince. Una qualsiasi Amministrazione avrebbe detto:” visto che il TAR ha dato ragione alla ditta ricorrente, provvediamo alla nuova aggiudicazione, tanto più che la ditta in questione è viterbese e che quindi è ovvio che ci si conosca e che ci sia un rapporto prescindente la singola gara”, ed invece no! Si fa ricorso al Consiglio di Stato (spendendo circa 25.000 euro dei viterbesi) e si aggiudica la gara alla ditta Napoletana (con circa il 48% di ribasso). Risultato: strada Ponte Sodo non si finirà mai.
La ditta aggiudicataria ha presentato decine e decine di riserve, quindi prenderà i soldi che spettano lei, ma non finirà il lavoro. Intendiamoci bene, la ditta in questione ha fatto bene a presentare delle riserve se il progetto è stato fatto male e se ci sono delle carenze; ma qui non è questo il problema.
Il problema non è ne’ amministrativo ne’ legale; la questione è politica, nel senso che una ditta viterbese avrebbe sicuramente eseguito i lavori (anche se avessero comportato maggiori oneri) proprio in forza della sua appartenenza ad una comunità. Tutto esattamente come sempre è successo a Viterbo.
Ed invece così, chi viene da fuori, fa un ragionamento solo ed esclusivamente economico, del tipo :“è sul progetto lo faccio altrimenti no, se ci sono degli errori che comportano maggiori spese li eseguo e poi una volta finiti i soldi mi fermo”. E’ ora di lanciare un grido forte di rabbia e sdegno, è ora che i governanti capiscano che c’è una comunità che soffre, una comunità che sta stringendo la cinghia, ci sono ditte che non licenziano onde evitare ulteriori tragedie umane, ma queste ditte stanno pian piano arrivando al collasso.
Un’amministrazione che non tiene conto di ciò non è meritevole di riconferma e tantomeno e meritevole dei nostri voti. Per i più curiosi è possibile seguire tutta questa vicenda su internet, basta i seguenti link per accedere al ricorso presentato rispettivamente al TAR ed al Consiglio di Stato

16/09/2011