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Il consigliere regionale Parroncini del Pd indica la strada alla Polverini

Crisi, le proposte di Parroncini: “Intervenire su internazionalizzazione, Confidi e tempi dei pagamenti della pubblica amministrazione”    

Il consigliere regionale del Pd indica la strada alla Polverini

“La Regione recepisca le proposte della Camera di commercio e delle associazioni di categoria. Dia un segno di vitalità, altrimenti la baracca affonda”. E' quanto dichiara il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Parroncini, dopo il quadro emerso dal Polos 2011 – Rapporto sull'economia della Tuscia, presentato ieri dalla Camera di commercio di Viterbo.

 

“Il rapporto – dice Parroncini - conferma in maniera drammatica l'allarme lanciato dal Pd con la richiesta del consiglio regionale straordinario sulla crisi, svoltosi lo scorso 18 aprile. La Regione deve intervenire, in primo luogo accelerando sui tempi dei pagamenti, perché un ritardo medio di 16 mesi non è più accettabile. L'Ue ha infatti imposto che dal prossimo anno si dovrà provvedere entro 30 giorni, inoltre così si costringono le imprese a rivolgersi alle banche, che propongono tassi proibitivi. In questi casi, capita che sia la stessa Regione a essere la causa del fallimento delle aziende”.

 

Parroncini propone altre soluzioni. “Vanno introdotti incentivi a favore di chi assume o innova, va subito rifinanziata la legge sull'internazionalizzazione, che rappresenta una delle principali vie di uscita dalla crisi e che in passato ha già funzionato: se infatti l'impresa regge, regge anche l'occupazione. Occorre poi intervenire sui Confidi, che forniscono garanzie alle aziende: devono essere rifinanziati e patrimonializzati, poiché il loro ruolo di questi tempi è fondamentale”.

 

Nella provincia di Viterbo il 2011 è stato segnato da una pesante perdita di produzione e il 2012 si preannuncia fortemente negativo. “Sono urgenti misure concrete – continua Parroncini - perché qui non si tratta più nemmeno di stagnazione ma di recessione. Tra i dati peggiori spiccano quelli sull'occupazione, l'export e il pil. Preoccupa anche l'arretramento del settore agricolo, uno di quelli trainanti per il territorio. Alla crisi della ceramica a Civita Castellana ha fatto seguito quella dell'edilizia, e qui la Regione ha contribuito alla recessione, chiudendo il rubinetto dei finanziamenti ai Comuni. Intanto imprese e famiglie non ce la fanno: la Polverini recepisca le proposte e dia un segno di vitalità, se no si affonda tutti insieme”.

05/05/2012