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Tentativo di rapina a Grotte Santo Stefano- Trasferiti in carcere i presunti rapinatori

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Viterbo, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Viterbo, dott. Renzo Petroselli, hanno notificato un altro provvedimento ai responsabili del tentativo di rapina avvenuta il giorno 27 febbraio 2012 ai danni di una gioielleria di Grotte S. Stefano.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Viterbo, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Viterbo, dott. Renzo Petroselli, hanno notificato un altro provvedimento ai responsabili del tentativo di rapina avvenuta il giorno 27 febbraio 2012 ai danni di una gioielleria di Grotte S. Stefano. Le indagini che il Nucleo Investigativo ha svolto insieme alla Compagnia di Viterbo hanno permesso di individuare gli autori del delitto, partendo da un 22enne di Sant’Antimo (NA), riconosciuto da un testimone mentre usciva insieme agli altri complici dalla gioielleria dandosi poi alla fuga. In tempi brevi gli inquirenti sono riusciti quindi ad individuare gli altri 3 complici, un trentenne ed un 22enne, entrambi della provincia di Napoli, ed una ventunenne rumena, che poi sono stati tutti arrestati nel mese di aprile e posti agli arresti domiciliari. Gli ulteriori accertamenti compiuti dopo l’arresto dei 4 hanno consentito di verificare che i giovani napoletani nell’azione delittuosa avevano una pistola che uno di loro nascondeva sotto i vestiti e pertanto il G.I.P. del Tribunale di Viterbo, dott.ssa Franca Marinelli, nel valutare la loro pericolosità, disponeva, per i soli uomini, la revoca degli arresti domiciliari ed il loro trasferimento presso il carcere napoletano di Poggioreale.

 

Le indagini che il Nucleo Investigativo ha svolto insieme alla Compagnia di Viterbo hanno permesso di individuare gli autori del delitto, partendo da un 22enne di Sant’Antimo (NA), riconosciuto da un testimone mentre usciva insieme agli altri complici dalla gioielleria dandosi poi alla fuga.

In tempi brevi gli inquirenti sono riusciti quindi ad individuare gli altri 3 complici, un trentenne ed un 22enne, entrambi della provincia di Napoli, ed una ventunenne rumena, che poi sono stati tutti arrestati nel mese di aprile e posti agli arresti domiciliari.

Gli ulteriori accertamenti compiuti dopo l’arresto dei 4 hanno consentito di verificare che i giovani napoletani nell’azione delittuosa avevano una pistola che uno di loro nascondeva sotto i vestiti e pertanto il G.I.P. del Tribunale di Viterbo, dott.ssa Franca Marinelli, nel valutare la loro pericolosità, disponeva, per i soli uomini, la revoca degli arresti domiciliari ed il loro trasferimento presso il carcere napoletano di Poggioreale.

 

05/07/2012