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Fini a Viterbo accolto in maniera tiepida.

Fini: < Berlusconi è un uomo fuori dal tempo> ha detto

Fini a Viterbo

Non erano in tanti alla Domus della Quercia a Viterbo  a seguire l’intervista di Massimo Giannini, vicedirettore del quotidiano La Repubblica, al Presidente della Camera e leader di Futuro e libertà, Gianfranco Fini. Sono passati i tempi che vedevano Fini accolto a Viterbo da centinaia di migliaia di persone che accorrevano per ascoltare le sue parole. Oggi erano in pochi  alla Domus della Quercia nel corso della seconda giornata  di Stra.de, la manifestazione di  tre giorni  di confronto organizzata dall’associazione “Libertiamo” presieduta dal capogruppo di Fli a Montecitorio, Benedetto della Vedova,  e da “Il Futurista”, il periodico diretto da Filippo Rossi. Gianfranco Fini nelle sue prime risposte a Massimo Giannini ha subito messo in evidenza il suo pensiero sull’agonia governativa che sta colpendo l’Italia meravigliandosi sulle affermazioni di Berlusconi che, staccato dalla realtà, ancora non riesce a rendersi conto della vera crisi che sta perseguitando il ceto medio,gli impiegati e i pensionati. Per Fini il governo potrà continuare a galleggiare ma oramai non ha più credibilità non essendo i 315 o 316 voti che danno la sicurezza del domani poiché a lungo andare si va verso uno scenario sempre più disastroso.

Le considerazioni negative della stampa internazionale sul futuro dell’Italia, afferma Fini, devono cambiare . Berlusconi,illustra Fini, deve prendere atto che si deve metter da parte e chi lo sostituirà dovrà fare in modo che l’agonia italiana non vada ulteriormente avanti e deve fare in modo che sia riacquistata la credibilità. Per Fini il premier  Berlusconi non ha mai compreso che per uscire da questa crisi serve solo una sua scelta pensando alle prospettive da dare all’Italia e al Pdl. Il presidente della Camera rispondendo senza indugi alle domande di Massimo Giannini ha voluto anche mettere in evidenza che la lealtà, a suo parere, non significa affatto servilismo e che molti esponenti del Pdl non dicevano in faccia ciò che pensavano anche perché Silvio Berlusconi  non era mai disponibile al colloquio reale e al vero confronto. E per quel che riguarda il politico di ieri e di oggi a suo parere si deve tornare ad ascoltare la voce dell’elettore ristabilendo i contatti che esistevano ai tempi della vecchia politica. L’incontro è proseguito con altre  domande del vicedirettore del quotidiano La Repubblica e Fini ha messo in evidenza  il problema della partitocrazia con lo scarso appeal che la politica ha sui più giovani, il problema dell’abolizione dei vitalizi ai parlamentari,da lui portato avanti. Fini ha spiegato in questo incontro che se lui è un’anomalia esistono molte anomalie in questa fase politica arrogandosi e rivendicando il diritto di  poter far politica quando è fuori dall’aula di Montecitorio. Un Fini,insomma, non disponibile a dar spazio a "un governicchio ribaltonista" un Fini che forse potrebbe  tornare in maggioranza con l’UDC di Casini se ci fosse  la disponibilità a rivedere le pensioni, abolendo quelle di anzianità, se si lavorasse a una vera riforma della giustizia, a cominciare da quella civile e, infine, se ci fosse  la volontà di approvare una nuova legge elettorale prima di tornare alle urne.

Poi il presidente della Camera si è spostato in via Romiti dove ha inaugurato la sede di Futuro e Libertà. Se a La Quercia si sono visti pochi politici, qui è stato diverso. Tanta gente, seppure in uno spazio ristretto, ad applaudire e tra la folla si sono notate facce conosciute. C'era, ovviamente, Claudio Taglia, c'erano alcuni esponenti dell'Udc locale (Giammaria Santucci in primis), c'era Maurizio Tofani, Paolo Barbieri, Francesco Bigiotti, Paolo Caravello. Nella sede del Fli meno ufficialità e più cordialità. Dal presidente Fini un plauso al lavoro degli amici viterbesi e un augurio per tutti. Poi ha salutato, è salito sull'auto ed è partito per Roma.

05/11/2011