Home » Viterbo »

Federlazio - Indagine congiunturale II sem. 2016, Gianni Calisti: Elementi più confortanti per le imprese

Archiviamo il 2016 con molte conferme e qualche incertezza, tanto da poter affermare che il percorso di ripresa, intrapreso dalle nostre piccole e medie imprese, appare ancora lento e faticoso, anche se costante.

Federlazio - Indagine congiunturale II sem. 2016, Gianni Calisti: Elementi più confortanti per le imprese

L’ultima indagine congiunturale evidenzia, rispetto alla prima metà dello scorso anno, elementi tendenzialmente più confortanti, che indubbiamente vanno accolti con positività, ma ancora incerti e poco consolidati.

Anche le indicazioni previsionali espresse dalle imprese per i primi sei mesi del 2017, sembrano caratterizzate da valutazioni sostanzialmente positive, da cui emerge una propensione ad investire, malgrado le condizioni generali di contesto evidentemente ancora non risultino così rassicuranti per le imprese, impegnate in uno straordinario sforzo di riposizionamento competitivo.

Ma da sole, certamente non possono.

In tale direzione ci pare opportuno ricordare che il 13 febbraio 2015 la Commissione Europea aveva approvato il POR FESR 2014-2020, il Programma operativo della Regione Lazio per la programmazione 2014-2020 dei Fondi FESR, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Si tratta di una serie di investimenti per ripartire e favorire la crescita, sostenere le piccole e medie imprese e creare nuovi posti di lavoro.

Per il conseguimento degli obiettivi sopra espressi, la Regione Lazio intendeva attivare un volume di risorse pari ad almeno 70 milioni di euro.

Federlazio, fedele alla propria mission consolidata nel corso degli anni ed in modo assolutamente gratuito, ha fattivamente collaborato alla redazione e sottomissione della Proposta di riposizionamento denominata “ARREDO CASA: SOLUZIONI PER IL BENESSERE” presentata in data 30/11/2015 a cui hanno aderito numerose imprese ed attori scientifici ed istituzionali come Università della Tuscia, Comune di Civita Castellana, Ance Lazio, Camera di Commercio di Viterbo e Università degli Studi di Tor Vergata).

Ma il bando ha completamente disatteso le legittime aspettative delle imprese del settore (in considerazione del progetto approvato) le cui esigenze non sono state assolutamente recepite.

Un riposizionamento competitivo non deriva infatti solo dalla creazione di nuovi prodotti ma anche dalla creazione di un processo produttivo più efficiente ed efficace mediante l’abbattimento delle diseconomie di produzione (tecniche ed economiche).

Sostanzialmente tutto è stato inserito in un grande calderone a cui è stato dato il nome di bioedilizia e smart building; ma tale contenitore è stato completamente svuotato dei concetti fondamentali di innovazione di design mentre per quanto riguarda la parte di innovazione tecnologica tutto è stato praticamente concentrato nel risparmio idrico e delle risorse naturali in genere.

E’ stato evidente che i tempi del bando non sono quelli del mercato e quindi sostanzialmente si sono persi 2 anni per la pubblicazione di un bando che alla fine si è dimostrato completamente non centrato alle esigenze reali.

Tutto questo ha portato alla mancata creazione delle auspicate aggregazioni. Il fare rete deve avere infatti uno scopo perdurante nel tempo e fondato su esigenze reali e condivise; la rete per prendere un contributo non crea presupposti di sviluppo duraturo.

Ciò non va letto come mancanza di esigenze da parte delle imprese o come indisponibilità delle stesse ad effettuare investimenti; infatti nello stesso periodo numerosi programmi di investimento sono stati avviati da parte delle imprese, le quali non hanno potuto presentare le richieste di contributo proprio per la non rispondenza alle reali esigenze dettagliatamente descritte nel progetto di riposizionamento “ARREDO CASA: SOLUZIONI PER IL BENESSERE”.

Proprio per questo si deve agire presto; il mercato non aspetta i tempi della burocrazia e non si possono perdere occasioni che aspettavamo da molti anni, mettendo a rischio le imprese, i posti di lavoro e l’intero sistema economico del Lazio.

Quanto sostenuto forma oggetto di un corposo documento che proprio oggi la Federlazio presenterà a Lazio Innova ed all’Assessore regionale allo Sviluppo Economico ed Attività produttive, Guido Fabiani.

L’obiettivo è quello di rimarcare come permangano ancora troppe criticità, con cui qualunque strategia di rilancio delle nostre piccole e medie imprese è costretta a fare i conti.

In primis una Unione Europea depotenziata dalle linee di frattura interne che la rendono incapace di esercitare quel ruolo propulsivo sulle economie nazionali di cui si avrebbe un grande bisogno. A questo si aggiunge un ulteriore elemento di incertezza per il sistema delle imprese, rappresentato dal nostro quadro politico nazionale.

Se il Governo dovrà impegnarsi non poco per approvare tutte quelle misure necessarie per rilanciare la nostra economia – dall’abbassamento della pressione fiscale sulle imprese alla riorganizzazione del mercato del lavoro, all’intervento sul sistema del credito, all’efficientamento e razionalizzazione della PA.

Un tema, quest’ultimo, su cui non ci stancheremo mai di intervenire.

Le nostre piccole e medie imprese hanno intrapreso un lento e difficile cammino di ripartenza; ma questo da solo non basta, in quanto non è unicamente il sistema produttivo privato che deve essere riorganizzato, attraverso l’innovazione tecnologica e gestionale, ma è anche l’apparato della Pubblica Amministrazione che deve essere riordinato con celerità ed energia.

Perché un sistema burocratico più snello, efficiente e meno opprimente, potrebbe supportare le PMI, sottraendo loro meno tempo e oneri finanziari, come purtroppo accade oggi.

E questo è uno - forse il principale – dei gap che le separa dai competitori esteri.

 

 

 

 

02/03/2017