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Domenico De Masi ospite a Viterbo per il Tuscia Operafestival

Martedì 16 luglio il sociologo presenterà il suo libro "L'ozio creativo" nel Cortile di Palazzo dei Priori.

Domenico De Masi ospite a Viterbo per il Tuscia Operafestival

Dopo Giordano Franchetti e Lina Wertmüller tocca a Domenico De Masi. Il noto sociologo sarà infatti l’ospite di “Pagine, parole e musica”, il filone del Tuscia Operafestival dedicato agli incontri con i protagonisti della cultura italiana. L’appuntamento è per martedì 16 luglio alle ore 21 nel Cortile di Palazzo dei Priori a Viterbo (ingresso libero). De Masi parlerà del suo libro “L’ozio creativo”, che ha avuto un notevole successo tra gli addetti ai lavori e tra il grande pubblico. Per De Masi il termine ozio non deve far pensare a una situazione di passività. Per gli antichi romani il termine otium non significava "dolce far niente", bensì un tempo libero dagli impegni nel quale era possibile aprirsi alla dimensione creativa. Nella società attuale la maggior parte dei lavori ripetitivi e noiosi è stata delegata alle macchine; all'uomo è rimasto il monopolio sulla creatività.

Rifacendosi alla tradizione delle favole antiche potremmo pensare alla cicala e alla formica come esponenti di due approcci opposti alla vita e al lavoro, che invece troverebbero sintesi nel concetto di "ozio creativo". Mentre la cicala si dedica all'ozio ma non è per nulla creativa nel senso che non produce ricchezza ma si limita a godersi la vita, la formica è fin troppo laboriosa e pur accumulando ricchezza (sotto forma di scorte alimentari) non si gode la vita e muore di fatica. L'ozio creativo per De Masi è una sintesi "hegeliana" tra queste due tesi e antitesi, tra: piacere e dovere. Imparando l'arte dell'ozio creativo riusciamo a mescolare il piacere del gioco con il "dovere" dello studio e del lavoro, fino a farli diventare un tutt'uno in cui proprio perché si perdono i confini, si annulla la componente faticosa del lavoro e si recupera la componente creativa e utilitaristica della creatività derivante dal piacere del gioco.

È necessario tuttavia uno sforzo e una buona dose di ottimismo realistico per cercare di conseguire entrambi questi obiettivi apparentemente antitetici e contrapposti! L'ottimismo serve per credere possibile una vita in cui ci si possa permettere il "lusso" di giocare ed essere creativi mentre il realismo serve per usare la creatività nel proprio lavoro e rendere l'ozio creativo la fonte di ricchezza teorizzata da Domenico De Masi.

Per ulteriori informazioni: www.tusciaoperafestival.com.

15/07/2013