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CISL: Energia alternative nella Tuscia? Altro che fotovoltaico!

La Tuscia è vittima di un eclissi a seguito della quale vedere la luce non sarà semplice se non cambiano gli attuali orizzonti. Altro che fotovoltaico. 

CISL: Energia alternative nella Tuscia? Altro che fotovoltaico!

 

È  improcrastinabile la pianificazione di una strategia che impedisca per il futuro di rendere la Tuscia terra di conquista di multinazionali a matrioska come la Albano Alternative Energim che ha operato nel parco eolico di Montalto. Ora la priorità assoluta è supportare le ditte artigiane locali, le quali vantano crediti per quasi 10 milioni di euro dalla società appaltatrice. Sono infatti quasi 200 i lavoratori in attesa di stipendio per le mansioni svolte: una fetta determinante dell’economia Viterbese. Se le singole istituzioni non riescono a tutelare il territorio, va creata una sinergia di gruppo composta da tutte le Amministrazioni della zona. Eventualmente coinvolgendo anche altre province del Lazio: ad esempio quella reatina, interessata da analoghi problemi. Scopo finale quello di porre un appello comune alla Giunta Polverini, finora responsabile di non aver voluto dare attuazione ad un piano energetico regionale che regolamenti in modo non casuale l’eventuale posa di strutture energetiche, dopo verifica certosina dei proponenti e delegando ai Governi provinciali una fetta di competenze, come avviene ad esempio in Toscana. La Tuscia non può e non deve essere in balia di quanti annullano la vocazione agricola e turistica del Viterbese, e addirittura, come in questo caso, anziché riversare introiti sul territorio locale, mettono in ginocchio una fetta determinante del comparto artigiano, facendo trovare 200 famiglie senza un’entrata salariale mensile ed almeno venti aziende autoctone  con i conti in profondo rosso. Alla base di questa situazione c’è l’impotenza oggettiva dei rappresentanti di palazzo Gentili che da soli, non hanno titolarità per impedire simili situazioni. Ma proprio quest’ultimi devono rendersi capofila per la creazione di una joint venture che si rivolga agli scranni dormienti della Pisana. In tempi non sospetti, già nel 2007, come Cisl avevamo chiesto di costituire un tavolo per creare una linea comune sulla programmazione locale delle rinnovabili: serve infatti di porre un argine al proliferare incontrollato di questo business, che anziché rilanciare il territorio, lo sta affossando del tutto, se non condotto da società affidabili e controllabili. E  Montalto sia da monito: 240 pale eoliche potrebbero essere piazzate in tutta la Tuscia nei prossimi anni. Stavolta la pianificazione e l’eventuale scelta dei proponenti va fatta ai raggi X. Errare è umano. Perseverare sarebbe diabolico. Se non vogliamo sempre trovarci a parlarne dopo, nessuno può lavarsene le mani, così come non servono iniziative estemporanee e isolate. Rinnoviamo quindi tutta la nostra disponibilità alla creazione di un tale coordinamento, resosi a questo punto non solo necessario, ma da porre ai primi posti nell’agenda locale. Facciamo appello alle due istituzioni più rappresentative del Viterbese: Prefettura e Palazzo Gentili, affinché si adoperino per creare  un’orchestra che per una volta suoni all’unisono, al fine di tutelare il bene comune della Provincia, accelerando le scelte ormai irrimandabili e rendendo così le energie rinnovabili volano di sviluppo anziché fonte di lucro esterno.

01/03/2012