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Regione, M5S, pasticcio Patto d’Aula anche su nomine Consorzi Bonifica

Vacilla la tenuta del numero legale in Commissione Agricoltura e Ambiente, maggioranza tiene grazie a intervento dell’ex Lega, Cavallari.   

Regione, Lazio: M5S, pasticcio Patto d’Aula anche su nomine Consorzi Bonifica

“Cambiano gli incarichi ma non il modus operandi della vecchia politica: come già accaduto per le nomine dei presidenti dei Parchi regionali, calate dall’alto dalla Giunta Zingaretti e approvate tramite la ‘diversamente maggioranza’ frutto del ‘Patto d’Aula’, anche per il rinnovo delle nomine dei commissari straordinari dei consorzi di bonifica ‘Tevere e Agro romano e Pratica di Mare’ e ‘Val di Paglia e Bonifica reatina’, la maggioranza è stata ottenuta cercando per i corridoi della Pisana il consigliere regionale ex leghista, e ora nel Gruppo Misto, Cavallari, in sostituzione del collega Cangemi (ex Forza Italia, ora nel Gruppo Misto) che si è seduto in Commissione Agricoltura e Ambiente per votare a favore dei rinnovi, garantendo così il raggiungimento del numero legale necessario. Ecco come la Giunta Zingaretti, a dispetto delle belle parole sulla necessità di condivisione, continua a bypassare ogni confronto politico e a calare dall’alto nomine tramite la sua ‘maggioranza allargata’”. Lo denunciano i consiglieri regionali M5S del Lazio in merito alla seduta della Commissione Agricoltura e Ambiente sulle nomine dei commissari straordinari di alcuni consorzi di bonifica del Lazio. “Noi del M5s abbiamo invece votato contro queste nomine – aggiungono i consiglieri 5stelle Valerio Novelli e Silvia Blasi - perché non condividiamo il metodo adottato per il processo di fusione dei consorzi di bonifica del Lazio per cui alcune aree della nostra regione subiscono la fusione ed altre no. I commissari portano avanti il progetto di accorpamento con l'avallo della Giunta Zingaretti senza il preliminare risanamento dei conti in grave dissesto finanziario di alcuni consorzi come nel caso del consorzio "Tevere Agro Romano", le cui perdite ammontano a circa 32 milioni di euro. Tramite la fusione di quest'ultimo con i consorzi "Maremma etrusca" e "Pratica di mare" si rischia di creare un unico ente spalmando questi debiti sui conti di questi ultimi.

09/02/2019