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Calcio, Polisportiva Monti Cimini, faccia a faccia con mister Scorsini

Nella foto Marco Scorsini indossa la fascia da capitano. Sono riconoscibili il portiere Nosdeo, Di Loreto, Rizzolo e Biagioni

Calcio, Polisportiva Monti Cimini, faccia a faccia con mister Scorsini
Il football come passione di vita, calcio uguale professione, calcio similitudine di lavoro, sacrificio, impegno ed esperienza. Sono queste le prerogative di Marco Scorsini, alla guida della prima squadra di un club che al suo terzo anno di vita si ripresenta ai nastri di partenza del campionato d’Eccellenza per la seconda volta. Per l’allenatore, natali viterbesi calcisticamente cresciuto nella Lazio, più che un banco di prova l’esperienza con il sodalizio cimino rappresenta il “la” per iniziare un nuovo corso alle pendici dei monti Cimini
 
Dietro le quinte dell’accordo PMC-Scorsini. Come è nato il matrimonio?
«Dopo la splendida cavalcata e la salvezza miracolosa ottenuta a Civitavecchia, all’inizio dell’estate ho ricevuto varie proposte da alcune società e la Polisportiva Monti Cimini è stata quella che per progettualità e serietà mi ha colpito al primo nostro incontro. Poi c’è da aggiungere che sono un allenatore che ama le sfide, e quella della PMC è per me molto stimolante».
 
Domanda banale, sarebbe come chiedere all’oste se il suo vino è buono, ma gliela pongo ugualmente: quali sono le sensazioni dopo un mese, giorno più o meno, di convivenza nel club?
«Le sensazioni sono semplicemente ottime, con il direttore sportivo Scarpetta, con Patrizi e con tutta la società è stato fatto un grande lavoro di restyling, cercando di miscelare e formare un gruppo tutto nuovo in un campionato difficile e tosto come quello di Eccellenza».
 
Come e da chi è composto il suo staff?
«Il mio staff è composto da persone che come me dedicano tantissimo tempo a questa attività lavorativa, con Fantoni e Creddo lavoro insieme da vari anni, mentre con Sergi inizierà una nuova collaborazione».
 
Inutile fare pronostici, in estate sono sempre tutti ipotetici campioni. Ma senza pronosticare, lei cosa si aspetta dalla prossima stagione?
«L’Eccellenza è un campionato di assoluto valore ed è molto impegnativa, io non mi pongo limiti, né amo fare proclami. Mi piace lavorare tanto sul campo e trasmettere ai ragazzi il mio dna, oltre che la mia passione».
 
Dovendo scegliere una favorita per il successo del campionato su chi punterebbe?
«Favorita? Ci sono tante squadre blasonate che hanno formato gruppi esperti e di valore come ad esempio l’Unipomezia, il Tivoli, il Monterotondo Scalo, l’Astrea, il Civitavecchia… così, tanto per fare qualche nome… ma aspettiamo la composizione dei gironi per farci un’idea più chiara».
 
Prima amichevole contro la Lazio primavera, per lei è un tuffo nel passato. Non si può dire sia un avversario come tanti. C’è ironicamente da aspettarci la lacrimuccia?
«Avevo promesso alla società che mi sarei prodigato nel portare a Vignanello nel periodo di agosto alcune società di livello. Con grande soddisfazione, approfitto pubblicamente nel ringraziarle, arriveranno in ordine la Lazio primavera, la Beretti della ternana e il Perugia primavera. «Beh… fare la prima nostra uscita contro la Lazio primavera mi fa enorme piacere e mi fa tornare indietro di tanti anni. Quella “maglia” e quella società le dimenticherò mai… Da lì è iniziata la mia carriera da calciatore professionista».
 
Da quando è nata la PMC ha cercato di valorizzare i prodotti del vivaio. Ma senza “vecchi”, senza la loro esperienza, si rischia di prendere tante imbarcate. C’è qualcuno della vecchia guardia che pensa possa aiutarla nel far crescere le nuove leve?
«Condivido il pensiero, la PMC cercherà di valorizzare al meglio i propri giovani e calciatori come Piergentili, Razzini, Lupo, tanto per citare qualche nome, faranno da chiocce nel processo di crescita di questi ragazzi».
 
 

27/07/2019