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Confesercenti. Saldi anticipati al 5 gennaio

La Confesercenti Regionale di Roma e del Lazio – dichiarano il presidente Valter Giammaria e il vice presidente Vincenzo Peparello – non condivide la scelta che la Regione Lazio sta predisponendo di anticipare al 5 gennaio la partenza del prossimo saldo invernale.

Confesercenti. Saldi anticipati al 5 gennaio

Per riportare questa vendita speciale a un minimo di serietà la nostra proposta è quella di farli effettuare (così come sono nati) a fine stagione anche perché così si consentirebbe di poter effettuare promozioni anche nel mese di dicembre. Con la scelta di questa data si privilegia, la grande distribuzione dei centri commerciali danneggiando la piccola e media impresa diffusa del settore abbigliamento e calzature del nostro territorio. Le vendite di questo comparto – proseguono - di fatto si bloccano nel periodo natalizio facendo registrare un calo del 30 – 40% determinando una ulteriore difficoltà a quelle già presenti dovute alla crisi economica e al calo dei consumi conseguente.

La Confesercenti Regionale di Roma e del Lazio e la nostra Federazione del Settore Moda (FISMO) proseguono nell’impegno a tutela di questo importante settore nell’economia del nostro territorio per porre un freno alle difficoltà che si stanno subendo chiedendo con forza che si affrontino urgentemente tra le altre, alcune priorità quali: il blocco dell’aperture di nuove grandi strutture di vendita nel Lazio, la improrogabile necessità di definire e normare i cosiddetti out-let, modificare e aggiornare la Legge Regionale sul commercio e di svolgere una azione decisa contro i provvedimenti, non tanto di liberalizzazione dove siamo stati sempre favorevoli, ma contro i provvedimenti che ci sembrano quelli proposti dare vita a una sfrenata derevulation del mercato. La vendita di fine stagione o saldo – osservano il presidente e il vice presidente - con il suo continuo anticiparne le date di inizio è stata completamente snaturata a danno sia delle Piccole e Medie Imprese del dettaglio che conseguentemente del consumatore determinando una confusione totale sulle varie forme di vendita straordinaria (promozioni, liquidazione, saldi).

Tra l’altro siamo giunti ormai all’assurdo che le vendite straordinarie potendosi svolgere per 10 mesi su 12 abbiano reso completamente residuali le cosiddette vendite ordinarie. La Confesercenti evidenzia, inoltre, che anche quest’anno si è assistito ad un pressoché inesistente sistema di controllo per il rispetto delle regole, come ad esempio il divieto di effettuare sconti nei 30 giorni antecedenti la partenza delle vendite di fine stagione, un comportamento che inficia il significato delle vendite di saldo e la loro peculiarità rispetto ad altri sconti e promozioni danneggiando così chi rispetta le regole e creando disorientamento e confusione tra i consumatori. La vendita di fine stagione (saldo) rappresenta, in una situazione economica, che manifesta una diffusa difficoltà delle famiglie nella propria capacità di risparmio e di spesa, una occasione vantaggiosa di acquisto per i consumatori, oltreché un importante momento di recupero per le imprese. Le vendite di fine stagione o saldi devono essere un occasione favorevole per le città, i territori, per gli acquirenti e per gli esercenti nel rispetto delle regole e nella trasparenza.

SALDO AMICO: COME E PERCHE’ IL CODICE di COMPORTAMENTO

Saldo Amico è un codice di comportamento promosso dal settore moda della Confesercenti nell’intento di costruire una iniziativa efficace a tutela dei consumatori e dei commercianti del settore.

LE NORME CHE REGOLANO I SALDI

Nei mesi di gennaio e di luglio di ogni anno, per effetto delle Leggi Regionali, hanno inizio i saldi nelle principali città italiane. A riguardo, si ricorda che le “vendite di fine stagione” o “saldi”, riguardano i prodotti di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non sono venduti entro un certo periodo. Le modalità di svolgimento, la pubblicità, anche ai fini di una corretta informazione del consumatore, i periodi e la durata dei saldi sono disciplinati dalle Leggi Regionali in attuazione da quanto previsto dal D.LGS. 114/98.

D.LGS. 114/98 art. 15

· Per vendite straordinarie s’intendono le vendite di liquidazione, le vendite di fine stagione e le vendite promozionali nelle quali l’esercente dettagliante offre condizioni favorevoli, reali ed effettive, di acquisto dei propri prodotti.

· Le vendite di fine stagione riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non sono venduti entro un certo periodo di tempo.

· Nelle vendite disciplinate dal presente articolo lo sconto o il ribasso effettuato deve essere espresso in percentuale sul prezzo normale di vendita che deve essere comunque esposto.

· Le regioni, sentiti i rappresentanti degli enti locali, le organizzazioni dei consumatori e delle imprese del commercio, disciplinano le modalità di svolgimento, la pubblicità anche ai fini di una corretta informazione del consumatore, i periodi e la durata delle vendite di liquidazione e delle vendite di fine stagione.


LE REGOLE DEL SALDO AMICO

- La vendita di fine stagione (saldo) non ha obbligo di comunicazione al Comune.

- Le condizioni favorevoli di acquisto prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario debbono essere reali ed effettive .

- I prodotti esposti per la vendita nelle vetrine esterne o all’ingresso del locale e nelle immediate adiacenze dell’esercizio e su aree pubbliche o sui banchi di vendita, ovunque collocati, devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre idonee modalità; quando siano esposti insieme prodotti identici dello stesso valore è sufficiente l’uso di un unico cartello. Negli esercizi di vendita e nei reparti di tali esercizi organizzati con il sistema di vendita del libero servizio l’obbligo di indicazione del prezzo deve essere osservato per tutte le merci esposte al pubblico.

- I dati da esporre nei cartellini sono: a) il prezzo originario; b) la percentuale di sconto; c) il prezzo finale di vendita.

- Alle vendite di fine stagione non si applicano le normative relative alle vendite sottocosto: l’esercente, dunque, è libero di vendere i prodotti anche a prezzo inferiore a quello di acquisto.

- Il commerciante, pur non avendone l’obbligo legale, continuerà ad accettare i pagamenti con carta di credito e pos secondo i termini delle relative convenzioni.

- In caso di mancata conformità del bene al contratto (difetti o mancata corrispondenza rispetto alle caratteristiche descritte prima della vendita) il cliente ha diritto, ai sensi del D.LGD. n.° 24/2002: a) al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione (a scelta, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro); b) ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (se la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; se il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione entro un congruo termine; se la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata hanno arrecato notevoli inconvenienti al consumatore).

- Fatta eccezione per i casi di mancata conformità del prodotto, la merce acquistata - in qualsiasi periodo dell’anno, e non solo durante le vendite di fine stagione o “saldi” - non è, da un punto di vista legale, “soggetta a cambio”, nel senso che l’acquirente non ha alcun diritto, riconosciuto dalla legge, alla sostituzione della merce. Al di là dello “stretto diritto”, si auspica, comunque, l’uso della massima disponibilità e cortesia nei confronti del cliente.

- Il cosiddetto “diritto di recesso” o “di ripensamento”, esercitabile normalmente entro 7 giorni dall’acquisto, nulla a che vedere con gli acquisti conclusi all’interno di un esercizio commerciale, concernendo invece, ai sensi del D. LGS. n.° 50/92, i contratti negoziati fuori dai locali commerciali, e cioè: a) durante la visita di un operatore commerciale al domicilio del consumatore o di un altro consumatore ovvero sul posto di lavoro del consumatore al domicilio del consumatore o nei locali nei quali il consumatore si trovi, anche temporaneamente, per motivi di lavoro, di studio o di cura; b) durante una escursione organizzata dall’operatore commerciale al di fuori dei propri locali commerciali; c) in area pubblica o aperta al pubblico, mediante la sottoscrizione di una nota d’ordine, comunque denominata; d) per corrispondenza o, comunque, in base ad un catalogo che il consumatore ha avuto modo di consultare senza la presenza dell’operatore commerciale.

E’ BENE PRECISARE CHE:

  • La responsabilità del venditore al dettaglio sorge per il difetto di conformità del bene al contratto esistente al momento della consegna;

  • il venditore è responsabile quando il difetto si manifesta entro 2 anni dalla consegna del bene;

  • il consumatore decade dalla garanzia se non denuncia al venditore il difetto di conformità entro 2 mesi dalla scoperta;

  • l’azione legale per far valere i difetti non dolosamente occultati si prescrive in 26 mesi dalla consegna del bene.

Infine, si può utilizzare la dicitura “SALDO” unicamente per:

a) i generi di vestiario e abbigliamento in genere;

b) gli accessori di abbigliamento e la biancheria intima;

c) le calzature, pelletterie, gli articoli di valigeria e da viaggio;

d) gli articoli sportivi;

e) gli articoli di elettronica;

f) le confezioni e i prodotti tipici natalizi, al termine del periodo natalizio.

 

30/12/2011