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il commento dell’assessore provinciale al Bilancio, Franco Vita, sull’approvazione degli equilibri di bilancio da parte del consiglio provinciale

il commento dell’assessore provinciale al Bilancio, Franco Vita, sull’approvazione degli equilibri di bilancio da parte del consiglio provinciale

L’approvazione del bilancio di previsione è avvenuta nel recente mese di luglio e una variazione generale più rispondente alle dinamiche di spesa e di entrata è stata effettuata dalla giunta provinciale in via di urgenza in data 22 settembre 2011. L’assessorato al Bilancio ha quindi provveduto alla verifica del permanere degli equilibri di bilancio, proiettando i dati di entrata e uscita al termine dell'esercizio finanziario secondo il seguente prospetto:

 

EQUILIBRIO DI PARTE CORRENTE

Prev.ni iniziali

Prev.ne attuali

Accer/lmp. Attuali

Stima 31.12.11

Riscos/Pag.ti attuali

 

 

 

 

 

A) Entrate correnti Tit. 1 - Il - III

60.206.335,48

62.747.155,31

37.848.526,46

50.464.701,95

23.387.069,90

B) Spese correnti Tit. 1

 

 

 

 

 

54.478.940,44

56.864.760,27

33.894.749,14

45.192.998,85

19.205.744,07

 

 

 

 

 

 

Marg. Contrib.ne    (A-B)

5.727.395,04

5.882.395,04

3.953.777,32

5.271.703,09

4.181.325,83

 

 

 

 

 

 

C) Qu. Cap. mutui

3.837.683,00

3.837.683,00

1.898.707,58

3.837.683,00

1.898.186,18

 

 

 

 

 

 

Diff. (A-B-C)     Av./Dìs. Con.

1.889.712,04

2.044.712,04

2.055.069,74

1.434.020,09

2.283.139,65

 

Nel corso del presente esercizio non è stato applicato in via presuntiva l’avanzo di amministrazione 2010, che è risultato pari a 4.157.394,61 di cui 3.120.403,17 vincolati e 1.036.991,44 non vincolati.Gli equilibri di parte corrente sono ovviamente stati rispettati, sia nel bilancio di previsione sia in quello attuale, ma anche per quanto riguarda la gestione in termini di accertamenti e impegni, e in quella di cassa. Pertanto anche la stima per fine anno fa prevedere il rispetto degli stessi. Ciò è sintomo di una gestione contabile oculata, che monitorizza accuratamente non solo l’andamento degli accertamenti e degli impegni, ma anche gli esborsi in ragione delle riscossioni, al fine della permanenza contabile degli equilibri.

Per quanto attiene alle entrate tributarie, gli accertamenti e le riscossioni sono apparentemente minori delle previsioni, in quanto molte di esse si realizzavano a fine anno. Le riscossioni generali di fine agosto mostrano un allineamento con quanto incassato fino al medesimo mese dell’anno 2010. Fa eccezione la compartecipazione Irpef (circa 6 milioni) che l’anno scorso era stata completamente trasferita e quest’anno è bloccata a seguito di rilievi formali della Corte dei Conti sul decreto ministeriale di attribuzione delle spettanze alla Province. Per quelle derivanti da trasferimenti c’è ovviamente un deficit dovuto alle minori entrate regionali e dal fatto che la recente variazione di bilancio non ha ancora permesso l’accertamento di quanto magari già incassato. Grande sofferenza è evidenziata negli incassi in conto capitale, che deriva direttamente dalla crisi della finanza regionale. In sede di definizione del patto regionalizzato di stabilità contiamo di ottenere esborsi consistenti su questa posta. I problemi rilevati sulle entrate si ripercuotono ovviamente sulle spese, in quanto generalmente non si procede ad impegni senza i dovuti accertamenti e lo stesso avviene in termini di cassa. L’equilibrio totale, comunque, tendenzialmente è rispettato anche a fine esercizio. Per l’equilibrio di parte capitale viene riproposto il finanziamento degli investimenti con entrate correnti, il che dimostra una gestione oculata in termini di non appesantimento del bilancio.

Per ciò che concerne l’analisi della gestione residui, malgrado il lavoro svolto in sede  della loro cancellazione nel precedente esercizio, come documentato dal Rendiconto 2010 - che per la prima volta ha fatto registrare la diminuzione dei residui conservati rispetto a quelli iniziali - si nota ancora una mole non indifferente. Ciò che deriva da problemi dell’indebitamento dell’erario (circa 15 milioni di euro) e della Regione (oltre 20 milioni). Ai residui passivi, derivanti in parte dalle difficoltà in entrata, si somma anche la problematica dell’analisi dei lavori completati e dei mutui accesi e l’attivazione conseguente di processi di devoluzione.

In relazione al Patto di stabilità 2011 il monitoraggio attuale e la proiezione a fine anno mostrano una situazione favorevole in termini di saldi di competenza mista e molto superiori a quanto previsto per la Provincia di Viterbo. In sede di verifica del Patto regionalizzato, a fronte di trasferimenti consistenti della Regione, potremmo cedere anche quote rilevanti di patto.

Franco Vita

Assessore al Bilancio

della Provincia di Viterbo

08/10/2011