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Volley A2M - Respinta l’istanza di Civita Castellana, la dirigenza medita sull’appello nel rispetto della verità dei fatti

Il Giudice Sportivo Nazionale dopo la sospensiva del 12 gennaio, ha oggi respinto con delibera la richiesta avanzata dalla Ceramica Globo della non omologazione della gara contro Reggio Emilia. Il legale che assiste il Club laziale spiega il perché di una sentenza ingiusta e priva di fondamenti oggettivi.  

Volley A2M - Respinta l’istanza di Civita Castellana, la dirigenza medita sull’appello nel rispetto della verità dei fatti

ll’indomani della gara Ceramica Globo Civita Castellana – Conad Reggio Emilia dell’8 gennaio 2017, valevole per la 6a giornata di ritorno del Girone Blu di serie A2, la Ceramica Globo Civita Castellana ha ritualmente proposto istanza avverso l’omologa della gara, allegando documentazione e materiale video a riprova dei fatti contestati.

 

La richiesta promossa verso il Giudice Sportivo contestava la conclusione di un’azione di gioco avvenuta nel corso del 2°set, sul punteggio di 13-13, e conclusasi con l’attribuzione di un punto a favore della squadra ospite, nonostante la richiesta di videocheck del coach di Civita Castellana – Alessandro Spanakis – promossa nei tempi e nelle modalità previste da regolamento, per verificare un tocco a muro degli avversari e inspiegabilmente ed immotivatamente a lui negata dal binomio arbitrale.

Successivamente all’istanza presentata, con comunicato n.20 pubblicato in data 12 gennaio 2017, il Giudice Sportivo Nazionale, letti gli atti ufficiali di gara, aveva deliberato di sospendere l’omologa della gara per accertamenti istruttori.

 

In data 19 gennaio 2017 il Giudice Sportivo, con ritardo rispetto allo svolgersi del Campionato e senza preventivamente informare i club coinvolti, a mezzo comunicato ufficiale n.21 (da leggere per la sua interezza qui) ha deliberato di respingere l’istanza promossa dal club laziale e quindi di omologare la gara Ceramica Globo Civita C.na – Conad Reggio Emilia con il risultato conseguito sul campo (1-3 per gli emiliani).

 

In merito alla decisione odierna, abbiamo intervistato il legale Francesco Zoli, che, assieme al collega Mirco Tonetti del Foro di Ravenna, sta assistendo Civita Castellana dinnanzi agli organi giurisdizionali della Fipav.

Di seguito riportiamo l’estratto della sua intervista.

 

L’intera gestione della vicenda, culminata con la contraddittoria ed erronea decisione del Giudice Sportivo Nazionale, lede gravemente la nostra assistita tanto a livello sportivo quanto economico, nonché suscita concreti dubbi sull’effettivo rispetto dei principi del processo sportivo fissati dal CONI.

La decisione, innanzitutto, è stata pubblicata con gravissimo ritardo (nonché non anticipata, come da regolamento, alle parti interessate), quando Civita aveva già disputato la partita successiva. Il Regolamento Giurisdizionale FIPAV prevede il contrario, salvo il caso di “impedimento” del Giudice Sportivo, caso in cui è previsto che l’organo giudicante debba comunque fissare la data in cui assumerà la pronuncia (non fatto).

Entrando nel merito della decisione, si ravvisa, in primis, una erronea ricostruzione dei fatti da parte del Giudice Sportivo, il quale, inoltre, non pronunciandosi sulla violazione - da parte degli Ufficiali di gara - della regola di gioco n. 14.6.4. (se la palla termina fuori dopo un tocco del muro, il punto deve essere assegnato alla squadra in fase di attacco), spende molte parole su presunti errori dell’allenatore Spanakis nella chiamata del Video-Check. Tuttavia, le 2 riproduzioni video (registrazione da videocamera di Civita a bordo campo e frammento estrapolato da Lega Volley Channel) che Civita ha allegato alla istanza non solo evidenziano il tocco a muro da parte di un giocatore di Reggio Emilia ma, al contempo, dimostrano che il Video-Check è stato chiamato con l’apposita segnaletica ed entro i termini previsti. Purtroppo, il Giudice Sportivo non ha preso in considerazione tali filmati e, nel fondare la propria decisione, ha fatto riferimento solamente a quanto dichiarato dagli arbitri durante (atti ufficiali di gara) e dopo la partita (integrazione del rapporto arbitrale).

Il Giudice Sportivo ha pertanto respinto le richieste di Civita basandosi su fatti non certi (o, quantomeno, suscettibili di prova contraria), nonché ha affermato, seppur indirettamente, che nel caso in cui un arbitro decida di non concedere - per qualsiasi motivo - il Video-Check ad una squadra che si ritenga “penalizzata” da una decisione arbitrale, alla stessa è precluso il diritto di proporre istanza avverso il risultato di gara”. 

 

Proprio in queste ore la dirigenza rossoblù di concerto con il proprio Studio Legale, sta decidendo se proporre appello nel rispetto e nella tutela di sé stessa, contro una decisione ingiusta e priva di fondamento (e con un regolamento a questo punto probabilmente da rivedere), che oggi ha colpito il proprio club, ma che in futuro può chiaramente ripetersi a danno di altre Società sportive.

 

 

 

20/01/2017