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Civita Castellana, otto domande al Maggiore Anna Patrono, comandante della Compagnia Carabinieri.

Maggiore collaborazione tra cittadini e forze di polizia, controllo del territorio , un primo bilancio sul 2017 e esperienze internazionali : questi i punti salienti dell'intervista che abbiamo fatto al Maggiore Anna Patrono, comandante della Compagnia Carabinieri di Civita Castellana.

Civita Castellana, otto domande al Maggiore Anna Patrono, comandante della Compagnia Carabinieri.

Il maggiore Anna Patrono, dal settembre 2015 è al comando della Compagnia Carabinieri di Civita Castellana: originaria di Montevarchi, è stata una delle prime tre donne ad uscire dall'accademia di Modena nei primi anni 2000.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il Maggiore,  la quale ha risposto ad otto domande su vari temi: dai reati nel territorio, passando per gli atti vandalici fino alle esperienze internazionali che l'hanno vista protagonista.

1) Magg. Patrono, lei comanda una Compagnia Carabinieri molto vasta: può farci un primo bilancio di questo 2017 relativo ai reati nel territorio di sua competenza?

La Compagnia di Civita Castellana ha sotto la propria competenza un territorio che comprende 14 comuni ( da Monterosi ad Orte) ed è indubbiamente molto vasto e diversificato. Il bilancio dei primi mesi del 2017 lo potrei definire positivo, dall’analisi dei reati perseguiti, se da un lato non emergono elementi che destano preoccupazione, poiché i delitti commessi rientrano perfettamente nella media statistica generale, dall’altra posso affermare che nell’ultimo periodo abbiamo avuto un trend di positivo aumento di repressione dei reati criminosi.

2) Parliamo di Civita Castellana, molte persone, in riferimento ai vari atti vandalici e furti che sono successi negli ultimi mesi, specialmente ai danni di scuole, parchi e impianti sportivi parlano di un allarme sicurezza: è un allarmismo ingiustificato oppure esiste realmente una escalation di questi fenomeni?

In riferimento agli atti vandalici che hanno colpito nei mesi primaverili la realtà civitonica, mi sento di poter affermare che episodi di microcriminalità come quelli occorsi sono eventi sporadici e molto comuni, quasi certamente portati a termine da minori in vena di far dispetti. Se andiamo ad analizzare i singoli eventi, potremmo constatare, come nella maggior parte dei casi sono stati asportati pochi spiccioli dai distributori di bevande o riempiti i corridoi con la schiuma degli estintori: non è molto lontano dalle ragazzate che si ponevano in essere ai miei tempi, quando qualcuno telefonava alle forze di polizia affermando di aver trovato un pacco bomba in qualche posto recondito della scuola, che veniva fatta evacuare.

Ben comprendo che il protrarsi di eventi simili può ingenerare nella popolazione una minore percezione di sicurezza, a volte però “ enfatizzata” da descrizioni degli eventi molto critiche e più verosimili che veritiere. In ogni caso sono state poste in essere mirate attività di controllo intorno agli edifici colpiti, ma è stata anche richiesta una maggiore collaborazione del personale scolastico per evitare che cancelli o porte aperte in qualche modo “ agevolino” i responsabili di tali eventi a porre in essere le loro azioni delittuose.

3) Proprio in riferimento a questi ultimi eventi, citati nella precedente domanda, alcuni hanno puntato il dito contro i Carabinieri, asserendo che il vostro operato non sia efficiente e soprattutto scarso, non riuscendo ad arginare oltre che individuare gli autori di questi atti: lei come risponde a questi attacchi?

In merito alle critiche avanzate nei confronti  dell’operato dei Carabinieri, posso rispondere con dati di fatto: dopo l’evento che ha visto i muri del Centro Commerciale Piazza Marcantoni ricoperti di scritte vandaliche, a distanza di poco tempo abbiamo denunciato il minore responsabile. In relazione ad alcuni furti perpetrati nelle scuole o nelle strutture sportive sono stati denunciati invece due maggiorenni civitonici. Per quanto concerne l’operato dei reati predatori, è decisamente in calo se confrontiamo i furti perpetrati quest’anno, in confronto con gli anni precedenti: o sono diminuiti i ladri o l’attività preventiva messa in campo dai Carabinieri sta dando buoni risultati.

4) Lo scorso anno, in autunno, abbiamo assistito ad una sparatoria tra dei ladri ed un cittadino, che ha sorpreso i malviventi in casa: secondo lei il sentirsi poco tutelati dalle istituzioni, può portare a una crescente giustizia” fai da te”?

In relazione all’evento occorso lo scorso anno, a cui lei fa riferimento, non ritengo che sia legata ad una sfiducia nei confronti delle istituzioni, riprova ne è che, il protagonista del fatto descritto, ha chiamato subito i Carabinieri i quali sono arrivati nel giro di pochi minuti. Non si è infatti trattato del porre in essere atti di giustizia “ fai da te”, ma la reazione di un uomo, padre e marito che temeva per l’incolumità della propria famiglia.

5) Attualmente come è predisposto il controllo del territorio a Civita Castellana?

Il controllo del territorio della Compagnia è posto in essere tramite attività perlustrative svolte da pattuglie automontate che gravitano su tutta la sfera giurisdizionale. Ogni stazione Carabinieri presente sul territorio civitonico è aperta orientativamente  ogni giorno della settimana, festivi compresi, in una fascia oraria che va dalle 9 alle 16,30, tranne che per la stazione di Orte, aperta sino alle 22 e quella di Civita Castellana che è aperta 24 h su 24h. Ciascun comando assicura una proiezione esterna in una determinata fascia oraria, che generalmente non va a coincidere con quella della Stazione limitrofa, in modo tale da riuscire, con tutte le stazioni dipendenti, a coprire l’intero territorio per tutte le 24 ore.

6) Cambiando tema, molti le riconoscono di aver contribuito, a migliorare in modo notevole la sicurezza di una manifestazione molto cara ai civitonici, ossia il carnevale. In particolar modo , l’aver fatto diminuire  in modo drastico il consumo di droghe ed alcool, con conseguente diminuzione anche di risse ed altri eventi non proprio tipici di questa manifestazione: come è organizzato il sistema di sicurezza di questo evento? In che modo viene pianificato?

Da quando sono giunta al comando della compagnia di Civita Castellana, chiunque incontrassi mi parlava del carnevale civitonico e di quanto negli anni fosse diventato sempre più momento di scontri e tafferugli che una festa di maschere e colori. Da subito, in accordo con il Comune, ho partecipato alla riunioni prodromiche per poter conoscere e farmi conoscere dagli organizzatori dell’evento. Definito l’obiettivo comune di permettere a tutti di divertirsi, abbiamo innanzitutto predisposto un sistema di controllo attuato dai piccoli gruppi di forze di polizia disposti lungo il percorso e tra loro collegati, più un aliquota di manovra, gestita personalmente, che segue i gruppi più “ allegri” onde prevenire il verificarsi di eventi delittuosi e poi inoltre il rispetto assoluto dell’ordinanza sindacale del divieto di consumare bevande alcoliche lungo il percorso della sfilata. Senza benzina il fuoco non si alimenta!

7) Cosa chiederebbe per migliorare la vostra presenza sul territorio?

Ritengo sia utile una maggiore collaborazione tra cittadini e forze di polizia. Negli ultimi periodi, purtroppo, accade spesso che veniamo a conoscenza di fatti di reato o eventi delittuosi, dopo che la notizia è stata resa pubblica sui social network. La condivisione di un evento su un social, se da un lato può contribuire positivamente ad evitare il perpetrarsi dell’azione delittuosa, dall’altro però non da a noi la possibilità di accertare subito il fatto. L’optimum sarebbe chiamare prima le forze di polizia per poter intervenire in un lasso di tempo più breve possibile, poi eventualmente condividere l’evento sui social per evitare che riaccada.

8) Le faccio una domanda in chiusura: pochi mesi fa lei è stata team leader di un corso di formazione per poliziotte della polizia irachena a Baghdad, ci può raccontare questa esperienza?

L’esperienza a Baghdad la definirei unica nel suo genere. Tre ufficiali donne dell’Arma dei Carabinieri in qualità di docenti  per il primo corso Female Mobile Training , dedicato alla polizia femminile irachena che si è tenuto all’istituto “ Civil Defense Training Center” di Baghdad.  Il corso, organizzato nell’ambito della missione internazionale “ Operation Inherent Resolve-Prima Parthica” della task force Carabinieri, ha visto la partecipazione di 33 poliziotte irachene. Il training è stato organizzato con l’obiettivo di trasmettere le competenze italiane in materia di violenza di genere e pari opportunità alle colleghe irachene, analizzare la posizione della donna nella società e il suo ruolo in Iraq, approfondire le tematiche inerenti alla tutela dei diritti umani ed al trattamento delle vittime di violenze domestiche.

A ogni giornata di lezione seguivano dibattiti sulle varie materie del corso, con le allieve che hanno dimostrato un forte interesse, oltre al partecipare con determinazione anche alla parte di addestramento tecnico-pratica , anche questa facente parte del percorso addestrativo. Durante le lezioni sono stati sfruttati differenti approcci comunicativi: la lettura di testi ed articoli di giornale, la proiezione di filmati e reportage con dati, il confronto diretto conseguente all’analisi di testi legislativi.

Il corso, tenuto in lingua inglese, ha visto la presenza fissa di un interprete di lingua araba che ci ha aiutato non solo nelle spiegazioni ma anche nell’approccio ad una cultura così diversa dalla nostra. Cosa mi sono riportata in Italia? Lo sguardo pieno di curiosità, ammirazione e carico di orgoglio, di quelle donne forti e coraggiose.

Ringraziamo ancora una volta il Maggiore Anna Patrono per la disponibilità che ci ha accordato e le auguriamo un buon lavoro.

Giorgio Massaini

 

14/11/2017