Home » Basso Viterbese » Civita Castellana »

Civita Castellana- In arrivo uno nuovo scippo per l'Andosilla. Ortopedia se ne va. Vergogna!!!

Il Sindaco Angellelli deciso a contrastare l'iniziativa della Asl. Una città sempre sotto schiaffo che paga colpe che non ha. Vergogna.

Civita Castellana- In arrivo uno nuovo scippo per l'Andosilla. Ortopedia se ne va

La lettera del sindaco Angelelli

Egregio Direttore Generale Dott. Pipino,

ho preso conoscenza ieri, durante la riunione del Comitato ristretto dei Sindaci, della volontà di procedere all’accorpamento funzionale dell’unità operativa di ortopedia di Civita Castellana con quella di Viterbo, iniziativa assolutamente intollerabile e ingiusta sotto molteplici punti di vista, sia per il merito della stessa, che per le modalità con le quali si sta procedendo a questa decisione che significherà, di fatto, la soppressione dell'ortopedia locale, nonostante questa dall'inizio dell'anno abbia prodotto, in sostanza, gli stessi interventi fatti al Belcolle.

Se una cosa funzione va soppressa e portata altrove, questa è la filosofia della Direzione generale? Questa è la tutela riservata ai cittadini di questi territori che già hanno pagato un prezzo alto ai “dovuti” tagli regionali?

 

Voglio sgomberare il terreno circa sterili pretese di difese campanilistiche ad oltranza, ignare della reale situazione dei fatti: io conosco lo stato della sanità regionale e provinciale e non le scrivo per una semplice lagnanza circa il “taglio” di risorse o servizi.

 

Io Le scrivo per contestare le scelte individuate dalla Asl di Viterbo per far fronte a situazioni di emergenza, privilegiando alcuni e penalizzano altri, peraltro sempre gli stessi, senza tener in dovuta considerazione che tutti, dico tutti, gli abitanti di questa provincia hanno identici doveri, ma anche identici diritti!

 

Ben comprendo che l’ortopedia dell’Ospedale “Belcolle” versa in condizioni di carenza di personale medico (rispetto alla quale forse sarebbe opportuna un’attenta riflessione!), ma non riesco a comprendere per quale ragione, in una situazione di emergenza, anziché rivolgersi prioritariamente alla Regione per ottenere immediata risoluzione del problema, si attui motu proprio una sostanziale riduzione di risorse alla "periferia", travolgendo una struttura che funziona e risponde alle esigenze territoriali; né capisco su quale presupposto si scelga di intervenire su un ospedale periferico penalizzando una intera zona geografica.

 

In un quadro di allocazione di risorse scarse, tutti i cittadini sono uguali e ciò che si deve privilegiare è la tanto decantata equità.

 

Con la sua decisione, invece, assisteremmo ad un inqualificabile depauperamento di risorse scelto ad hoc, che si traduce in un sensibile calo di servizi per una sola parte della provincia e (quindi) del territorio afferente alle cure della sua direzione. I cittadini residenti in questi territori, che pure oggi sono molto meno tutelati di quanti vivono altrove, saranno costretti così a rivolgersi in altri ospedali, probabilmente fuori regione, alimentando quella mobilità passiva che incrementa le spese sanitarie e annulla i sacrifici imposti.

 

Io non sono in questa sede a contestare le scelte regionali, io le chiede chiare spiegazioni del perché necessitando personale medico al Belcolle si tamponi questa situazione “prelevando” medici dall’ospedale di Civita Castellana senza prima aver fatto emergere il problema a livello regionale, evidenziando in quella sede la diversità di approccio riservata agli ospedali e pazienti romani, chiedendo il rispetto dei decreti regionali e degli standard garantiti su tutto il territorio del Lazio ma non qui! Ed inoltre sono a domandarle perché si attua questa scelta continuando a penalizzare il territorio del VT5 e l'ospedale Andosilla, riversando così i sacrifici sulle spalle di pochi.

 

Egregio Direttore, io Le chiedo di modificare questa sua decisione e di tornare sui suoi passi, perché con questa scelta Lei assume su di sé una responsabile gravissima e imperdonabile, compie un passo enorme verso il depotenziamento dell’ospedale Andosilla: caleranno considerevolmente i numeri delle prestazioni chirurgiche; caleranno le prestazioni complessive; calerà la fiducia dei cittadini nella struttura. Fin d’ora Le dico che è inaccettabile, sopprimere strutture al servizio dei cittadini, magari giustificandosi con lo scarso afflusso degli stessi, dopo aver creato tutte le condizioni per la loro inefficienza.

 

Alcune settimane fa, nel suo studio, con i dirigenti dell’ospedale Andosilla ed i medici dell’ortopedia tentavamo di concretizzare la creazione di quella unità operativa complessa prevista proprio dal famigerato decreto 80; a distanza di pochi giorni, con un repentino cambio di rotta, Lei sottoscrive il de profundis dell’ortopedia a Civita Castellana e nella richiesta di nuovi medici per l’Ospedale Belcolle inviata alla regione neanche menziona la sua precedente istanza fatta per questo territorio (almeno le sarebbe servita per alzare la posta!). Chiede infermieri per gli ospedali provinciali, ma non per l'Andosilla che vede ormai una compressione estrema dei posti letti assegnategli.... Perchè? Chiarisca i suoi intenti direttore, non al sottoscritto, ma ai pazienti della sua asl.

 

Egregio Direttore, ripensi le sue scelte: tutti noi conosciamo la dura realtà del momento, siamo consapevoli della necessità di limitare le spese, ma non possiamo accettare scelte inique, non siamo disposti a versare solo noi altro “sangue per la patria” e non capiamo perchè siano sempre i soliti a pagare le scelte sbagliate di altri.

 

Il Sindaco di Civita Castellana

18/05/2012