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Risposta pubblica in merito alla pubblicazione all'articolo del 10-6 riguardante Civita Castellana

Gentile Direttore e redazione, in merito all'articolo da voi pubblicato in data 10 giugno riguardante presunti ed eventuali episodi di vandalismo e delinquenza verificatosi a Civita Castellana nella nottata di sabato 9 giugno, mi sento in dovere di replicare con tutto lo sdegno possibile al vostro modo di fare informazione.

Risposta pubblica in merito alla pubblicazione all'articolo del 10-6 riguardante Civita Castellana

Non mi riferisco ovviamente al fatto del fermo della ragazza per guida in stato d'ebrezza, ma al modo molto fantasioso e distorto che il vostro "giornalista" ha del mondo giovanile civitonico
Leggendo le frasi contenute nel pezzo una domanda mi è venuta spontanea: sono io che, pure frequentando quei posti non mi accorgo di nulla, sono anche io un degenerato del genere, oppure quelle scritte sono una miriade di infamità?
La risposta me la sono data dopo pochi secondi, e cioè che sono state scritte cose assurde,false e offensive non solo nei confronti dei giovani civitonici ma anche di qualsiasi soggetto che vede valutarsi la propria vita da una persona che spara sentenze senza metterci la faccia pubblicamente. ( In genere una persona che si definisce giornalista i pezzi li firma )
Descrivere le ragazze in quel modo tralasciando il gergo volgare usato, che qualifica perfettamente il personaggio che ha scritto il pezzo, è perverso, lontano anni luce dalla vita reale e figlio del pregiudizio che combattiamo quotidianamente.
Qui nessuna svende la propria moralità in cambio di nulla, qui un ragazzo per conquistare la donna che gli piace la deve corteggiare e frequentare proprio come accadeva nel passato.
Se poi qualcuno, donna o uomo che sia abbia accettato di avere rapporti con l'altro o lo stesso sesso per ricevere la tanto agognata ricarica telefonica, il fatto rientra nella libertà del singolo individuo che non è giudicabile e sopratutto non è un atto peggiore di chi si prostra al potente di turno modificando per esempio la linea editoriale o del giornalista che usa l'impegno civico dei giovani contro l'antagonista di turno.
Si faccia un giro per i luoghi frequentati dai giovani l'autore dell'articolo e noterà per esempio panchine condivise da giovani ed anziani, verificherà personalmente che non esistono bande stile bronx che vendono stupefacenti e che la realtà è ben diversa dalla descrizione.
Certo questa non è una difesa d'ufficio dell'intero mondo giovanile, c'è sempre l'esuberante di turno, ma le posso assicurare che spesso viene ripreso dai sui stessi coetanei ed anche duramente.
Non è bello fare il Gianni Brera o il Travaglio della situazione se non si è all'altezza, perchè sparare sentenze e giudicare dall'alto della penna non è giornalismo è qualunquismo ed auspicare il morto è puro "terrorismo giornalistico".
Qui l'unica cosa morta è l'informazione.

Matteucci Maurizio

Un giovane di Civita Castellana

11/06/2012


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