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Angelelli al Viminale con i sindaci viterbesi: “Affrontate questioni fondamentali”

Il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli, è stato ricevuto mercoledì mattina al Viminale dal sottosegretario agli interni, dott. Bocci, insieme alla delegazione di sindaci della Provincia di Viterbo, accompagnata dal prefetto di Viterbo, per avanzare proposte che ridiano concrete possibilità di azione alle amministrazioni cittadine.

Angelelli al Viminale con i sindaci viterbesi: “Affrontate questioni fondamentali”

I sindaci viterbesi hanno iniziato infatti una mobilitazione compatta per protestare contro molti provvedimenti che rendono di fatto gli amministratori locali gli unici “esattori” diretti dei cittadini e non consentono di investire risorse.

“I sindaci in questo particolare momento storico ed economico devono avere la possibilità di difendere i propri cittadini, soprattutto quelli che stanno risentendo di più della crisi- ha dichiarato il sindaco Angelelli- invece vengono messi nella condizione di dover fare da “esattori”. Il governo toglie risorse ai comuni, e questi, per continuare a far funzionare le città e i servizi pubblici, sono obbligati a rifarsi sui cittadini. Oggi portiamo proposte concrete per attenuare questo insostenibile stato”.

Queste sono le proposte che la delegazione dei sindaci hanno presentato al Viminale: dare la possibilità ai comuni di rinegoziare i mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti, attraverso la revisione  dei tassi d’interesse e la ristrutturazione dei piani di ammortamento; prevedere il pagamento dei contributi regionali arretrati, concessi e non liquidati, con il riconoscimento degli interessi sostenuti dalle amministrazioni sulle anticipazioni di cassa e quelli reclamati dalle imprese per ritardato pagamento; tenere fuori dal Patto di Stabilità spese e investimenti resi obbligatori per legge relativi alla sicurezza di scuole, edifici pubblici, reti di servizio, nonché quelle relative alle ordinanze dei sindaci emesse per interventi urgenti e improcrastinabili; permettere l’impiego dei cassa integrati nelle pubbliche amministrazioni, nelle aziende pubbliche e private, disponibili a integrare la differenza tra quanto erogato dallo Stato e il salario percepito, aumentato del 10%, quale incentivo alla produttività; ampliare i poteri di ordinanza del sindaco per impiego di fondi destinati alle emergenze, sempre al di fuori dei limiti del Patto di Stabilità; istituire una Corporate Barter di Stato per il pagamento di Imposte – Tributi -Tasse - Canoni, attraverso il conferimento volontario di beni e/o prestazioni, per tutti coloro che sono in stato di insolvenza per accertata mancanza di liquidità; questo consentirebbe di fermare la pratica smodata del pignoramento, e ottenere un effettivo recupero da parte dello Stato o degli Enti creditori; la riscossione dei tributi, imposte, tasse e canoni, affidate ai comuni, che hanno la conoscenza del territorio e  dei nuclei familiari, e possono modulare i pagamenti secondo le vere condizioni economiche del contribuente; dismettere o rivedere le funzioni e i costi di riscossione di Equitalia; esclusione dal patto di stabilità dei comuni al di sotto dei 15.000 abitanti; possibilità di ricoprire posti chiave vacanti in Pianta Organica, con l’impiego di cassaintegrati, dipendenti in mobilità o in contratto di solidarietà; risolvere il problema delle norme contraddittorie, generate da obblighi di legge, che mettono l’Amministrazione nella condizione di inadempienza, esempio: la normativa comunitaria, recepita dallo Stato Italiano, impone il pagamento delle fatture entro 30 giorni dal loro ricevimento,  costringe i comuni a contingentare i pagamenti per il rispetto del patto di stabilità, generando contenziosi e richieste di risarcimento economico.

05/02/2014