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In migliaia alla manifestazione di Civita Castellana per riconoscere lo stato di crisi della ceramica

Alla manifestazione indetta dai sindaci hanno partecipato molte persone, ceramisti, cassaintegrati. In prima fila i sindacati.Presenti tutti i sindaci del comprensorio.

In migliaia alla manifestazione di Civita Castellana per riconoscere lo stato di crisi della ceramica

Partecipatissima è stata la manifestazione a sostegno della richiesta dello stato di crisi per il distretto industriale di Civita Castellana. In migliaia si sono ritrovati all’appuntamento voluto dai sindaci degli otto comuni del distretto a piazza della Liberazione a Civita Castellana.

In piazza, insieme ai moltissimi cittadini, c’erano i rappresentanti delle istituzioni, ad iniziare dal sindaco del comune capofila, Gianluca Angelelli, e ai rappresentanti degli otto comuni, ai consiglieri regionali, Giuseppe Parroncini e Ivano Peduzzi, all’assessore provinciale Domenico Maria Francesco Simeone, al vescovo S. E. Mons. Romano Rossi.

 

Il corteo si è snodato da piazza della Liberazione fino a piazza Matteotti, dove si sono ritrovati sul palco i rappresentanti delle sigle sindacali e delle istituzioni.

 

“Aspettavo questa manifestazione da moltissimo tempo – ha esordito il vescovo della diocesi di Civita Castellana, S.E: Mons. Romano Rossi - Sono qui a rappresentare la piena solidarietà della comunità cristiana alle persone che difendono il proprio posto di lavoro nella speranza che nell’opinione pubblica si tenga viva l’attenzione e la sensibilità su questo tema fondamentale”.

 

“Nei giorni scorsi – ha detto il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli - ho avuto occasione di parlare con l’Ass. 

Regionale al Lavoro, che si è fatta portavoce anche dell’Ass. 

Regionale alle Attività Produttive, i quali mi hanno confermato l’intenzione della Giunta Regionale di attuare ogni intervento necessario per far fronte alla crisi del Distretto. L’Assessore mi ha assicurato che nelle prossime settimane entrambi verranno qui a Civita Castellana con l’intenzione di incontrare le istituzioni locali e le rappresentanze sindacali e datoriali, per concordare gli interventi ed i passi necessari.

Apprezzo questa apertura che ci giunge dalla Regione Lazio, con la speranza che essa possa concretizzarsi al più presto. Io non credo che questo distretto morirà. Non lo credo perché, come ho già avuto modo di dire e scrivere altre volte, noi ce l’abbiamo sempre fatta, e sempre da soli. Con la forza insita della nostra gente, con le capacità innate, con il talento locale. Ma è giusto che anche le Istruzioni superiori si accorgano della grande laboriosità di questa terra, che ne interpretino il valore e la qualità. Che ci sorreggano laddove si vacilli, perché alla ricchezza che qui si produce molti hanno attinto. Ora è venuto il momento di restituire”.

 

 

21/10/2011