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In vista delle imminenti elezioni primarie per il segretario regionale del partito democratico del Lazio, dove a contendersi la leadership saranno Enrico Gasbarra, Marta Leonori e Giovanni Bachelet.

Il popolo democratico degli iscritti, degli elettori e dei simpatizzanti è nuovamente chiamato a raccolta per esprimere con il voto di domenica un consenso attorno ad un programma che sappia informare la futura gestione del partito e che abbia soprattutto la forza di indicare nuovi orizzonti per il prossimo governo regionale.
Anche questa volta in qualità di militanti democratici, intendiamo, come del resto abbiamo fatto in occasione del congresso nazionale, contribuire alla discussione, portando il nostro punto di vista. Dopo un’attenta lettura dei programmi dei tre candidati alla segreteria regionale, persone degne, rispettabili e capaci, abbiamo ravvisato la netta sensazione che i contenuti presenti nei documenti congressuali siano quanto di più lontano dalle esigenze e dal sentire del popolo democratico.
Un popolo, quello democratico, che vuole sentirsi protagonista, intende partecipare e soprattutto condividere le proposte di governo del proprio territorio così come della propria comunità, auspica seri interventi nell’ambito delle politiche sociali, anzi, pretende un rafforzamento dello Stato sociale, vuole che la politica metta o rimetta al centro il lavoro con la conseguente redistribuzione del reddito, desidera poter praticare buoni comportamenti tesi alla difesa dell’ambiente e del territorio. Un popolo che vuole le “piccole grandi” opere e non le grandi opere, che si interroga sul senso di appartenenza a una comunità che necessariamente deve essere democratica, solidale, rispettosa della biodiversità e delle differenze culturali. Non solo. Il popolo democratico è quello che ha animato il grande movimento referendario, che si sta impegnando nella campagna per una società dei beni comuni, che sta dando forza a un nuovo modo di concepire lo stare insieme e il governo delle città. In particolare, sui temi dell’acqua pubblica, dell’ambiente e dei beni comuni, riteniamo che un grande partito democratico, riformista, popolare e progressista non possa non assumere una posizione chiara, anche e soprattutto dopo lo straordinario risultato del 12 e 13 giugno che ha visto ventisette milioni di italiani partecipare al voto referendario per affermare la gestione pubblica dei servizi locali e per impedire ulteriori liberalizzazioni e privatizzazioni forzate. Non dimentichiamo dunque che la maggioranza di quegli elettori era ed è vicina al nostro partito, sintesi delle migliori storie e tradizioni del riformismo italiano, dalla socialista alla cattolico democratica, dalla repubblicana a quella ambientalista.
Vorremmo dunque che il Pd fosse il punto di riferimento politico per intraprendere nei territori nuovi percorsi che portino nella direzione di una alternativa nell’ambito della gestione dei servizi e dei beni pubblici, così come di un prossimo futuro governo regionale basato sulla partecipazione, sulla condivisione, sullo sviluppo delle nuove tecnologie e sulla diffusione dei nuovi linguaggi legati alla Rete, sull’attenzione alle fasce sociali più deboli, alla sanità e alla formazione, sul rilancio delle infrastrutture civili utili e necessarie. In occasione dello scorso congresso scrivemmo che «una grande battaglia democratica si può vincere solo se riusciamo a unire le forze: enti locali, partiti politici, associazionismo». Per questo, considerate le sue caratteristiche, potenzialità e responsabilità, pensiamo come allora che il Pd sia destinato a rivestire un ruolo da protagonista nell’affermazione della volontà referendaria e nella predisposizione di un serio e credibile programma di governo nazionale e regionale.
Pertanto, rilevate le omissioni e le incongruenze nei tre documenti congressuali e considerata soprattutto la distanza che ci separa sul tema dei beni comuni e della rappresentanza, riteniamo opportuno e doveroso in qualità di militanti e aderenti al circolo territoriale di Corchiano, proprio per il percorso fin qui intrapreso, non esprimere preferenze e non recarci al seggio. Seggio che sarà comunque aperto e presieduto dal nostro segretario Vittorio Scaloni per consentire al popolo democratico, riformista e progressista di esprimersi in piena scienza e coscienza. Ricordiamo che potranno partecipare al voto tutti i cittadini italiani e dell’Unione europea residenti o domiciliati nel Lazio, così come i cittadini in possesso di permesso di soggiorno, che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età.
Nella speranza che si apra finalmente nel nostro partito una nuova stagione politica all’insegna della partecipazione, della sostenibilità ambientale, economica e sociale, della promozione del bene comune e dei beni comuni, non possiamo non inviare i nostri migliori e sinceri auguri di buon lavoro ai tre candidati alla segreteria regionale.
Le donne e gli uomini del partito democratico di Corchiano (Viterbo)
17/02/2012

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