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Nicola Rossi a Viterbo. Taglio tasse unico modo per crescere

Incontro alla Scuola Edile: “Manovra, Monti doveva fare di più: il debito non è stato intaccato”.

Nicola Rossi a Viterbo. Taglio tasse unico modo per crescere

Un economista, un liberale vero, un politico: è questo Nicola Rossi, presidente dell’Istituto Bruno Leoni, già senatore del Pd e ora iscritto al gruppo misto. Rossi ha partecipato ad un incontro a Viterbo mercoledì 11 gennaio, presso la sede della Scuola Edile in Via Alessandro Volta. L’iniziativa è stata voluta da Unindustria Viterbo, dalla stessa Scuola Edile e dal quotidiano on line Tusciaweb, con la collaborazione dell’associazione Ideas. “Questo spazio - ha detto il presidente di Unindustria Viterbo Domenico Merlani - lo mettiamo a disposizione della città e vogliamo lanciarlo come luogo di dibattito, di incontri e riflessioni. Iniziare con Nicola Rossi credo sia un buon segnale”.

Rossi, intervistato dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti, non è stato tenero né con Monti, né col il suo predecessore Berlusconi e nemmeno con il Pd, partito che aveva contribuito a fondare. Tutto visto da quell’ottica liberale “presente sì quasi in ogni forza politica, ma sempre in maniera minoritaria. All’Italia è sempre mancato chi sapesse aggregare tutti i liberali”. Secondo Rossi “sulla crisi si erano già commessi errori gravi a luglio, ma anche Monti non è intervenuto in maniera decisa. La manovra, fatta salva la riforma delle pensioni, non ha aggredito il debito pubblico, non prevede riduzioni di spesa, si ha la sensazione di interventi tampone e per nulla strutturali”.

Il riferimento è all’immenso patrimonio pubblico che potrebbe essere venduto e da cui trarre risorse, ai grandi “elefanti di Stato”, ai grandi monopoli. “Per le imprese e le famiglie - ha continuato Rossi - si è fatto davvero ben poco. Se il settore pubblico non è stato toccato, è chiaro che il carico della manovra si è abbattuto sulle imprese e sulle famiglie. La verità è che per crescere ci sono due strade: la prima, rivelatasi fallimentare, è quella di aumentare il grado di intermediazione finanziaria dello Stato, l’intervento pubblico sull’economia insomma. La seconda, che invece non si è avuto il coraggio di applicare, è quella di dare agli operatori economici le risorse, confidando nel fatto che sappiano come utilizzarle. Come si applica tutto ciò? Riducendo le tasse. La pressione delle tasse è tanto più iniqua quanto più non è accompagnata da una buona qualità di servizi”.

Un’analisi sul Pd, infine. “Ho pensato che la cultura della sinistra fosse capace di mettere in gioco alcuni suoi elementi e assorbirne altri, in special modo quelli liberali: così non è stato, il Pd, in massima parte, è oggi espressione di una cultura che non mi appartiene. Per questo me ne sono andato”.

12/01/2012 | Viterbo |